È una prima boccata d’ossigeno per il mondo della ristorazione quella in arrivo, secondo le prime indiscrezioni, dal Decreto aiuti ter approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri. Il governo sembra aver accolto parte delle proposte fatte in queste settimane anche da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi.

L’estensione del credito d’imposta alle imprese non energivorecommenta la Federazione – è un primo fondamentale passo per affrontare nell’immediato l’emergenza che stiamo vivendo. Avevamo anche chiesto di portare la percentuale di copertura dei costi extra al 50%, ma per ora pare che le risorse non permettano di andare oltre il 30%. Dopo due anni di pandemia e di lavoro a singhiozzo, le imprese della ristorazione sono di nuovo in gravissima difficoltà a causa dell’impennata dei costi dell’energia, delle materie prime e di un’inflazione fuori controllo. Ci auguriamo dunque che il prossimo governo prenda subito di petto la questione energetica intervenendo urgentemente con ulteriori misure”.

Spesso mi sento dire ‘ma a cosa servono le associazioni di categoria come la FIPE-CONFCOMMERCIO?’ o ‘ma che senso ha aver messo le bollette in vetrina?’, osserva il vicepresidente dell’associazione Matteo Musacci.

La risposta sta nel nuovo decreto varato dal governo per far fronte ai maggiori costi di luce e gas (il testo non è ancora in gazzetta, mi rifaccio alle dichiarazioni del ministro Giorgetti riportate da Ansa alle 15 circa).
È abbastanza per salvare tutte le imprese dalla speculazione energetica? No.
Sarebbero state prese le stesse misure senza il lavoro delle associazioni di categoria e di tutti quegli imprenditori che hanno aderito, in ogni parte d’Italia, all’iniziativa? Ne dubito fortemente.
In sintesi, il nuovo decreto prevede:
– credito di imposta rafforzato per i maggiori costi dell’energia elettrica, per tutte le imprese con contatori sopra i 4.5kw
– credito di imposta rafforzato per i maggiori costi del gas, per tutte le imprese con usi diversi da quelli termoelettrici
– finanziamenti garantiti da Sace e dal fondo di garanzia pmi per agevolare l’accesso al credito alle aziende.
Il ruolo dei corpi intermedi è un ruolo fondamentale: senza di essi la politica e, in questo caso, le imprese, non potrebbero comunicare
.”

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