ACADI, l’associazione che riunisce il 70% del Gioco Pubblico in Italia, chiede al Governo e al Parlamento la riapertura delle attività contestualmente alla riapertura dei negozi commerciali. Al pari dei negozi, il Comparto è in grado di garantire le misure sanitarie e le migliori condizioni possibili di sicurezza e igiene per il personale e per gli avventori. E’ bene inoltre sottolineare che il Comparto, che incide sul Pil italiano per l’1%, assicura lo svolgimento di un servizio pubblico: il controllo dell’offerta di gioco, il confinamento dell’offerta illegale dai territori, nonché importanti contributi al gettito erariale oltre che rilevanti livelli occupazionali.

“La chiusura del Gioco legale in Italia – dichiara il Presidente di ACADI, Geronimo Cardia (nella foto) – sta costando allo Stato 750 milioni di euro al mese e le mancate entrate per l’Erario, ad oggi, ammontano a 1,5 miliardi di euro. A ciò si aggiungono 65.000 punti vendita e 75.000 lavoratori inchiodati al lockdown. La riapertura contestuale a quella dei negozi è un elemento di sopravvivenza per tutto il settore, che comunque dovrà affrontare le ricadute economiche della prolungata chiusura, oltre che di presidio dell’offerta per continuare ad evitare pericolosi ritorni del gioco illegale, nazionale e offshore”.

Le caratteristiche organizzative generali dei punti vendita di gioco, in particolare quelli specializzati, consentono strutturalmente di impostare un adeguato controllo sanitario: gli accessi ai punti vendita od alle aree di gioco sono costantemente controllati, la vicinanza fisica tra clienti e personale è limitata, la maggior parte delle aree di gioco è in superfici compartimentate e non vi è grande concentrazione di clienti o loro frequente circolazione all’interno dei punti vendita. In aggiunta alle condizioni pre-esistenti, il Comparto ha organizzato tutte le misure atte a garantire la sicurezza della salute pubblica: fornitura dei dispositivi di sicurezza sanitaria al personale e ai clienti, adeguamento delle aree di ricezione o controllo di accesso, per evitare il più possibile il contatto diretto e la vicinanza tra le persone, riduzione dell’attuale capacità ricettiva dei locali, controllo delle distanze minime di sicurezza tra gli utenti, attuazione di protocolli di igiene e disinfezione per le aree dei locali accessibili al pubblico e per gli elementi di uso intensivo, installazione, tra le postazioni di gioco, di meccanismi di protezione.

“Garantito che siamo perfettamente in grado di organizzare gli spazi di accesso al pubblico e attuare le misure che ci verranno indicate – conclude il Presidente Cardia – chiediamo alle Istituzioni di non discriminare un Comparto che concretizza la scelta istituzionale di contrastare l’illegalità nel settore del gioco con vincite in denaro, che ogni anno versa risorse allo Stato per oltre 10 miliardi di euro e che dà lavoro a decine di migliaia di persone”.