Un ritorno ai livelli di tassazione previsti per gennaio 2019. E’ una delle proposte che ACADI – Confcommercio, associazione che riunisce i concessionari di rete degli apparecchi da intrattenimento, ha presentato nel corso di una audizione, presso le Commissioni riunite Finanze e Bilancio del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1994 (d-l n. 137/2020 -Tutela della salute e misure di sostegno economico connesse all’emergenza COVID).

Geronimo Cardia, presidente dell’associazione, ha prospettato, come misura necessaria per fronteggiare la crisi di un comparto duramante colpito dalle misure anti-Covid, una sterilizzazione degli aumenti del  Preu previsti per gennaio 2021 oltre alla rateizzazione dei versamenti previsti per il comparto del gioco pubblico relativi al periodo contabile che si è appena concluso.

Come già denunciato nel corso di questi mesi, con la crisi e le chiusure, ACADI stima  per l’anno in corso un dimezzamento del volume della raccolta di gioco, e, conseguentemente del gettito erariale e dei ricavi per le imprese del gioco.

L’associazione chiede inoltre che le attività riferibili al comparto e a due codici Ateco che non erano inclusi nel Decreto Ristoro siano tra quelle che avranno diritto a ristori. “Le somme relative ai periodi contabili in cui le attività sono state chiuse non prevedano dei versamenti in acconto su base forfetaria, -a suggerito Cardia- vanno posticipate, in modo tale che ci si possa concentrare solo sugli importi di effettiva raccolta calcolati a posteriori.

Il presidente di ACADI ha concluso facendo riferimento alle concessioni in proroga che prevedono dei pagamenti mensili e che vanno sospese nei periodo di chiusura imposta dai decreti anti-Covid.