Ieri il presidente dell’ASCOB, Salvatore Barbieri, insieme ai membri del Direttivo, ha incontrato il sottosegretario con delega ai giochi Avv. Federico Freni.

Nel corso dei lavori il confronto sulle richieste rappresentate negli ultimi mesi del 2021 alle istituzioni e ripresentate lo scorso 10 gennaio anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Mario Draghi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, dott. Daniele Franco, al Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, prof. Marcello Minenna, e al Responsabile ADM Ufficio Bingo, dott. Andrea Bizzarri.

Il sottosegretario Freni ha ascoltato i concessionari, ha condiviso molti degli argomenti elencati nelle richieste e ha confermato il suo impegno per il riordino del settore, verso una legge delega da migliorare con il contributo del Parlamento.

Il testo base – ha precisato il sottosegretario – è stato trasmesso alla Ragioneria dello Stato ed entro gennaio sarà sul tavolo del Ministro dell’Economia.

«Dopo oltre 332 giorni di totale chiusura, tra il primo e il secondo lockdown, – si legge nelle richieste dell’associazione – finalmente il 15 giugno 2021 abbiamo potuto riaprire le nostre sale osservando il massimo possibile di precauzioni, e quindi applicando i rigidi protocolli di sicurezza previsti per il nostro settore (mascherina per tutti i clienti, igienizzanti all’ingresso e all’interno della sala, riduzione di 1/3 dei posti in sala, igienizzazione delle postazioni, ricircolo dell’aria senza alcun recupero).

All’interno delle nostre sale lavorano oltre 12.000 persone, per la maggior parte donne, giovani e persone adulte con famiglia a carico.

Pensavamo che l’incubo della pandemia da COVID-19 fosse ormai alle spalle, immaginavamo una ripresa lenta e progressivamente significativa, ma abbiamo dovuto constatare che purtroppo così non è stato.

A partire dal 6 agosto 2021, alle precauzioni e alle limitazioni anzidette abbiamo dovuto aggiungere il controllo dei green pass all’ingresso, con ulteriore aggravio di costi per la relativa sorveglianza, anche per fronteggiare le improvvide reazioni di qualche cliente insofferente rispetto alle giuste prescrizioni sanitarie.

Purtroppo, con l’introduzione del green pass, quel timido accenno di ripresa si è bruscamente interrotto, ed è prevedibile che con le nuove restrizioni, già previste a partire dal 10 gennaio, la situazione peggiorerà ulteriormente.

Le maggior parte delle sale bingo non ha più recuperato il forte calo di fatturato dello scorso anno, che si è attestato intorno al 40%, mentre i costi fissi, in particolare quelli crescenti dell’energia, che ovviamente non sono comprimibili in proporzione alla riduzione della clientela, stanno destabilizzando i conti economici delle sale e saranno il colpo di grazia che costringerà molte sale a lavorare in perdita o a chiudere.

In questa situazione, che è riduttivo definire grave, poco prima di Natale si è abbattuta sulle oltre 50 sale bingo nostre associate la richiesta di ADM per l’immediato pagamento della differenza dei canoni concessori arretrati e non corrisposti per la pendenza del noto giudizio costituzionale.

In ragione di quanto sopra e nell’ottica di garantire i 12.000 posti di lavoro e la continuità dell’esercizio delle sale e delle concessioni dei giochi pubblici, con la presente facciamo formale richiesta di un immediato intervento normativo in occasione del prossimo decreto sostegni, in particolare sui punti seguenti:

  • Cancellazione del canone concessorio relativo a tutti i mesi in cui le sale sono rimaste chiuse per disposizioni normative;

  • Riduzione del canone concessorio da 7.500 euro a 2.800 euro mensili per il periodo dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2022, per fronteggiare in qualche modo la riduzione delle presenze;

  • Possibilità di effettuare il versamento del prelievo erariale Bingo e del compenso per il controllo centralizzato del gioco in maniera differita a novanta giorni dalla data del ritiro delle cartelle (differimento, com’è noto, già previsto in passato proprio per “consentire al settore più sostenibili condizioni economico-finanziarie, con conseguente sostegno del livello del relativo gettito erariale”).