Gli operatori privati ​​del gioco legale in Belgio si dicono indignati per il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo legale annunciato dal ministro della Giustizia. Questa misura non andrà a beneficio del consumatore, anzi. Non sarà più in grado di distinguere tra offerte legali e illegali e saranno sempre più propensi a giocare su siti che non offrono garanzie in termini di protezione dei giocatori.

IL DIVIETO DI PUBBLICITÀ RIGUARDA SOLO L’OFFERTA REGOLAMENTATA PRIVATA

Per il 99% dei giocatori, un gioco d’azzardo è un hobby e un passatempo occasionale. È anche nell’interesse degli operatori che ciò avvenga nel modo più sicuro possibile. Secondo alcune ricerche, circa lo 0,2-0,9% della popolazione è a rischio di dipendenza dal gioco.Questa è una percentuale relativamente piccola, ma è ovvio che ogni dipendente da gioco è un dipendente di troppo e che il governo e l’industria devono fare tutto ciò che è in loro potere per prevenire il gioco d’azzardo problematico. Per questo il settore propone da tempo di imporre un obbligo di vigilanza a tutti gli operatori legali . E’ quanto si legge in una nota dell’associazione degli operatori del gioco online in Belgio.

Tuttavia, il divieto di pubblicizzare l’offerta legale non è una soluzione contro la dipendenza dal gioco.Un recente sondaggio di UGent mostra che in Belgio, un operatore su tre che pubblicizza il gioco d’azzardo sui social media è illegale. Se i consumatori non sapranno più distinguere tra fornitori legali e illegali a causa del divieto di pubblicità, si rifugieranno ancora più spesso presso operatori che, per definizione, non rispettano le regole. Già oggi, in Belgio, 1 euro su 5 viene speso nel circuito illegale.

La pubblicità è necessaria per guidare i consumatori verso il gioco d’azzardo legale, controllato e sicuro. Esempi stranieri, come l’Italia e la Spagna, dove la pubblicità e le sponsorizzazioni sono state vietate nel 2019, mostrano concretamente i pericoli di un divieto di pubblicità. Ad esempio, dall’introduzione del divieto totale in Italia, c’è stata una crescita del settore illegale fino al 50% (2019-2021).

DUE PESI, DUE MISURE

BAGO osserva che il governo sta semplicemente ignorando il consiglio della Gambling Commission, l’autorità di regolamentazione del settore, in merito alla pubblicità e sta optando per un divieto drastico.

BAGO rileva inoltre che il governo lascia intatto il più grande operatore di gioco d’azzardo, che è anche di gran lunga il più grande inserzionista (40%), la Lotteria Nazionale. Gli studi dimostrano, tuttavia, che nessun gioco d’azzardo è privo di rischi e che, ad esempio, i gratta e vinci comportano un rischio simile a quello delle scommesse sportive.

Ci si può quindi chiedere se il governo stia davvero prendendo una decisione in cui la preoccupazione per il consumatore è centrale. BAGO tiene inoltre a precisare che, contrariamente a quanto dichiarato questa mattina dal ministro della Giustizia a Radio 1 (VRT), non c’è mai stata alcuna consultazione con il settore, cosa di cui gli operatori legali si rammaricano.

INDIVIDUARE I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI PIÙ VELOCEMENTE

BAGO ritiene che il governo non si stia concentrando su soluzioni reali per rafforzare la protezione dei consumatori. Le nuove tecnologie e l’aggregazione dei dati consentono di introdurre nuovi meccanismi per rilevare e prevenire comportamenti a rischio. Molti operatori lo fanno già. BAGO si propone pertanto di sviluppare un quadro giuridico generale per imporre il dovere di vigilanza sull’intero settore. Tale obbligo di vigilanza richiederebbe, tra l’altro, che tutti gli operatori monitorino il comportamento di gioco dei propri giocatori, informino in modo proattivo i giocatori di eventuali cambiamenti di comportamento e offrano loro la possibilità di pause e limiti autoimposti.