“Non c’è nulla di nuovo, il Consiglio di Stato ha semplicemente certificato questa anomalia tutta italiana di uno Stato che vende Concessioni a livello centrale e impedisce il loro esercizio a livello locale. Una anomalia che denunciamo da tempo e che abbiamo sostenuto sia con i rappresentanti del MEF, sia davanti al Giudice”. Così Salvatore Barbieri, presidente ASCOB commenta la pubblicazione del Consiglio di Stato sul parere del MEF.

“Le possibilità e modalità di esercizio concordati tra Autorità centrale e Enti territoriali – prosegue il presidente – sono presupposti imprescindibili per l’indizione delle gare. Non è nemmeno possibile fissare il prezzo di una Concessione omettendo di definire le modalità di installazione del punto di raccolta e gli orari consentiti per il gioco.

Sbaglia il funzionario centrale che ha pensato di lasciare all’operatore l’onere di trovare la soluzioni al problema, prima di chiamare gli operatori a partecipare al bando è necessario che il Ministero fornisca più approfondite e complete valutazioni riguardo le modalità di esercizio. Altrimenti la procedura somiglia più ad una truffa piuttosto che ad una concessione.

Così lo Stato ha due alternative possibili: vietare i giochi di Stato e alla scadenza delle concessioni non procedere ai bandi per assegnarne di nuove; trovare un accordo con le Autorità locali e solo dopo procedere ai bandi.

Prima della Concessione – ribadisce Barbieri – occorre definire una mappa delle possibili installazioni e un impegno a mantenere le condizioni stabilite, comprese le fasce orarie consentite per il gioco, per lo stesso arco temporale per cui si intende vendere la Concessione.

In questo modo la Concessione diviene una forma di licenza che prima di tutto deve essere garantita dall’Ente territoriale e quindi rilasciata o concessa dall’Autorità centrale.

Poi le imposte dal gioco potranno restare ancora una risorsa destinata all’Erario, se gli Enti locali non chiederanno nulla per i loro nulla osta, ma il bancomat con i soldi degli operatori non può più continuare. Un imprenditore, di qualsiasi settore, ha la necessità di operare in un quadro normativo stabile e di conoscere prima dell’investimento le regole del business, diversamente non si potrà più parlare di un mercato dei giochi di Stato”.

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