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(Jamma) – In Piemonte sono ormai 90 i Comuni che hanno adottato delle normative per limitare l’orario di funzionamento dei congegni da gioco dando attuazione alla legge regionale che prevede una riduzione del funzionamento delle slot non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura giornaliero di sale giochi ed esercizi commerciali, oltre all’introduzione di distanze minime dai luoghi sensibili per l’installazione degli apparecchi, fra i 300 e i 500 metri (a seconda del numero di abitanti del Comune).

 

Continua, dunque, la serie di incontri promossi dall’associazione As.Tro con le amministrazioni locali che hanno emanato – o stanno per emanare – ordinanze restrittive sugli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco.

 

La delegazione As.tro coordinata dal Responsabile per le questioni territoriali, il vicepresidente Lorenzo Verona, ha incontrato oggi a Bra (CN) i sindaci dei Comuni di Bra, Alba, Savigliano e Cuneo, informando i rappresentanti di ciò che succede nei territori dove si sono stabiliti dei limiti orari: gli effetti sono stati lo spostamento della domanda verso prodotti più aggressivi, il ritorno sul mercato dell’illegalità in mano alla criminalità organizzata e l’aumento del Gap.

 

Astro da mesi ha intrapreso un percorso volto a far acquisire consapevolezza alle Amministrazioni locali di quanto le politiche ‘antislot’ abbiano sempre un grande impatto mediatico ma raramente provocano quei benefici che ci si attende, e il gioco legale non fa eccezione: ovunque si sia agito per limitare l’apparecchio lecito, la problematica socio-sanitaria del gioco patologico si è aggravata, congiuntamente alla comparsa di congegni non autorizzati.

 

Astro, per contro, ha proposto il progetto sul gioco sicuro che, dati alla mano, è l’unico realmente capace di limitare i fenomeni di gioco compulsivo e preservare l’industria lecita. Il progetto ‘Un Gioco Buono per il Territorio’ mira alla prevenzione dei fenomeni di patologia legata al gioco attraverso la predisposizione di un gioco lecito accessibile in un locale debitamente “formato”, “responsabilizzato”, dove l’acquisto del “servizio gioco” coincide con una costante e qualificata percezione dei messaggi preventivi.

 

Il progetto AS.TRO propone all’Amministrazione di farsi artefice di un piano che abbatta le criticità del gioco patologico, progressivamente e costantemente, elevando la qualità “anche sociale” della fruizione del gioco, e cambiando radicalmente il rapporto tra il punto vendita e la società, il Territorio e gli organi comunali.

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