“I limiti orari per le slot non risolvono i problemi dei cittadini, ma rischiano di creare un effetto ‘boomerang’”. E’ quanto evidenziato da Raffaele Fasuolo, consigliere As.Tro e responsabile per la Regione Liguria, che ieri ha incontrato ad Alassio, in provincia di Savona, l’Assessore al Commercio Fabio Macheda.

All’incontro era presente anche la Fit, con Simone Nicola ed alcuni esercenti di bar, tabaccherie e sale giochi del territorio comunale. Il Comune di Alassio ha convocato i rappresentanti delle associazioni, in vista della possibile adozione di un regolamento comunale, che limiti il gioco sul territorio.

Dal confronto sul gioco d’azzardo patologico “è emerso che non è mai risolutivo proibire l’attività di gioco al pubblico, con lo spegnimento degli apparecchi nelle differenti fasce orarie, in quanto, come già sperimentato in altre realtà, il giocatore patologico si sposta sul territorio dei comuni limitrofi, creando naturalmente quel fenomeno che è comune definire ‘pendolarismo’; ne’ tantomeno possiamo definire precisamente la natura del giocatore ludopatico, perché è difficile chiarire se si tratti di dipendenza da apparecchi da gioco o da gioco online o ancora da lotterie a premi in denaro”, ha spiegato Fasuolo.

“Perché proibire non risolve!”, la linea guida evidenziata da As.Tro nel corso dell’incontro, che ha illustrato il progetto del “Gioco Buono per il Territorio” e ha ribadito come l’obiettivo principale, sui territori, debba essere “informare la popolazione su tutte le fasi del gioco e le relative problematiche patologiche”.

Il progetto prevede, tra le altre cose, la predisposizione di uno sportello d’ascolto con personale medico specializzato, un sistema di regole relative alla distribuzione territoriale e temporale dei punti di gioco, l’istituzione di un fondo per il welfare e l’innovazione tecnologica degli apparecchi.

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