Anche la Sala Bingo di Trento, aderente ad ASCOB, è appesa a un filo per le decisioni in discussione nell’aula del Consiglio Provinciale in merito al termine della proroga prevista dalla legge 13/2015. Il 12 agosto, salvo diversi interventi normativi, infatti, dovranno esser rimossi gli apparecchi di gioco nell’arco di 300 metri in linea d’aria dai numerosi luoghi sensibili individuati dalla legge.

La Sala di Trento, fin dal 2002, si trova in un prestigioso immobile del centro città ed è messa di fronte a scelte drastiche in merito al proprio futuro dopo tale data.


“In questi mesi – sottolinea Tommaso Martini, amministratore delegato della società e consigliere ASCOB – abbiamo lavorato assiduamente per sensibilizzare tutte le forze politiche sulla necessità di individuare soluzioni efficaci a un tema complesso come quello del GAP. Quello che lascia perplessi dell’ordine del giorno approvato ieri nell’aula del Consiglio è che è stata proprio la provincia di Trento, in un importante studio realizzato con l’Università di Trento e decine di ricercatori, a definire l’inefficacia di un distanziometro con effetto espulsivo e suggerire invece un’azione coordinata dell’intera filiera che si basasse su azioni di formazione, prevenzione e informazione.

Se non cambia la norma ancora una volta il gioco lecito verrà ghettizzato in aree marginali, lontane dal controllo sociale, raggiungibilissime per giocatori problematici e patologici con un minimo di spostamento in più e precluse alla stragrande maggioranza delle persone che hanno un approccio sociale e ludico nei confronti dell’offerta di gioco le quali preferiranno approdare ai lidi dai confini ancora fumosi dell’online. Scelte scellerate che sappiamo aprono la porta a fenomeni illegali incontrollabili. Basta pensare che proprio lo studio della Provincia utilizza termini di matrice quasi ottocentesca parlando di rischio di “banditismo” e crescita esponenziale del mercato clandestino”.

La sala Bingo di Trento fin dal 2017 ha iniziato un programma denominato “Sicuro di divertirti” per affermarsi come operatore qualificato del gioco lecito. Un ruolo che le è stato riconosciuto negli anni dalla stampa locale e non solo. Una politica aziendale rigorosa nel sostenere un approccio responsabile al gioco e nel contrastare l’insorgere di ogni possibile fenomeno di rischio. Il progetto si configura in scelte e pratiche organizzative e gestionali guidate da una precisa cultura d’impresa: attenta alla qualità delle prestazioni offerte, dei supporti informativi e tecnologici, della formazione del personale addetto e ad una chiara avvertibile etica legata a una peculiare offerta di intrattenimento. Le attività condotte in questo ambito sono state ispirate proprio dal sopracitato studio “Gioco d’azzardo patologico: Monitoraggio e prevenzione in Trentino” prodotto dalla Provincia di Trento stessa e dalle importanti collaborazioni che Ascob ha avuto negli anni con l’Università di Firenze e di Bologna.
Il personale ha seguito numerosi corsi sia presso il Serd di Trento, elaborando di concerto il format poi riproposto in altre occasioni formative, con enti privati, psicologici e psichiatri di fama internazionale. Il percorso si è sviluppato con approfondimenti sulle dipendenze comportamentali e fornendo le conoscenze basilari su come riconoscere un comportamento dipendente ed eventuali situazioni di difficoltà. Di conseguenza il personale è stato formato su come indentificare strategie di intervento, anche coinvolgendo i servizi deputati, e favorire dinamiche virtuose. I collaboratori sono stati formati in merito al ruolo attivo antiriciclaggio, all’importanza di offrire un servizio nell’ambito di una concessione statale.

“Sicuro di divertirti” si riferisce ad un duplice impegno. Il cliente nella Sala deve divertirsi in modo sicuro, quindi lontano dalle problematiche legate al gioco illegale (usura, coinvolgimento criminalità organizzata, gioco minorile, riciclaggio, ecc…) o al gioco online e sotto l’occhio vigile di operatori formati. Ma “Sicuro di divertirti” è anche la domanda che costantemente chi gioca deve porsi, ricordandosi che il gioco deve essere solo un legittimo divertimento. Le azioni di informazione organizzate dalla Sala di Trento si sono declinate in una implementazione della cartellonistica di avvertimento su rischi, divieti e buone pressi e nella sua traduzione in cinque lingue straniere. Nel complesso ambito della prevenzione il Bingo di Trento si è affidata alla consulenza di esperti nelle dipendenze comportamentali nella scelta del display, dei colori e dell’illuminotecnica della sala stessa, cercando di creare un ambiente il più adatto possibile a contrastare derive legate a disturbi e dipendenze. Ma non solo, presso la Sala i clienti hanno a disposizione strumenti di auto-analisi elaborati in base alla più attuale letteratura scientifica mentre in passato avevano fatto scalpore le uscite di gruppo organizzate dal Bingo per coinvolgere i clienti in attività di socializzazione.

“Uno dei temi cardine della formazione nel progetto “Sicuro di divertirti” ha riguardato l’importanza di non stigmatizzare l’operato di chi lavora nel settore ma anzi riconoscerne la professionalità se supportata da adeguati interventi formativi e di aggiornamento. Su questo punto – osserva Martini – è avvilente notare che alcune sigle sindacali anche nei giorni scorsi hanno indicato come un’opportunità i licenziamenti causati dalle normative espulsive per ricollocare il personale in settori da loro considerati più qualificanti (!!). Affermazioni che discriminano i lavoratori dividendoli in lavoratori di serie A i cui diritti vanno tutelati da lavoratori di serie B (ma verrebbe da dire Z) che possono essere sacrificati per speculazioni politiche. Salvo poi, come è avvenuto al nostro personale in questi giorni, negarsi completamente al telefono per fornire chiarimenti”.

Le azioni della Sala Bingo di Trento nel campo della formazione, prevenzione e informazione erano programmate anche nei prossimi mesi. Ma questo esempio virtuoso rischia ora di giungere al capolinea dimostrando come determinate scelte politiche spazzino via in un sol colpo anni di impegno e di ricerca ottenendo il risultato opposto rispetto a quanto è insito nella ratio delle leggi stesse.

“Lascia ulteriormente sgomenti – conclude Martini commentato il dibattito in aula relativo all’ordine del giorno votato da parte delle minoranze e della maggioranza in aula giovedì 28 luglio – come il dibattito si sia focalizzato sui tempi. È stato detto che la proroga di 2 anni alla legge del 2015, concessa nel 2020 e che oggi giunge a scadenza era allora opportuna. Cinque anni, a detta degli intervenuti alla discussione, probabilmente erano pochi per permettere gli spostamenti. Mentre sette anni sono certamente sufficienti. E quindi chi non si è spostato in questo lasso di tempo è colpevole di trovarsi ora a dover chiudere. Chi fa affermazioni di questo tipo come può dimenticare che i due anni di proroga sono stati dominati dalla pandemia e dalle chiusure imposte al nostro settore. Più di dodici mesi di chiusura durante le quali le attenzioni degli imprenditori non potevano esser rivolte a spostare le sale ma, al contrario, a anticipare la cassa integrazione ai dipendenti costretti a casa per il periodo più lungo tra tutti i settori economici, gestire affitti e spese fisse che non son venute meno con le chiusure, evitare di far fallire le aziende. Soprattutto, anche dimenticando per un attimo quello che le imprese e i nostri dipendenti hanno vissuto a causa del Covid, 300 metri in linea d’aria in un territorio di montagna come il nostro disegnano una macchia che non lascia che piccolissimi fazzoletti di terra dove potersi spostare”.

La presa di posizione della giunta a trazione leghista è anche in aperta contraddizione con le indicazioni che lo scorso 4 luglio il sottosegretario Freni, esponente del medesimo partito, ha dato alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome invitando “in attesa di un concertato ed omogeneo riordino del settore, ad una prudente attesa per salvaguardare i livelli occupazionali, la continuità del settore, le entrate erariali”.

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