Associazione AS.TRO

Pubblichiamo di seguito la replica inviata al Direttore Responsabile della redazione di Presa Diretta, relativa alla trasmissione andata in onda ieri sera su Rai 3, dal titolo “Vizio di Stato”.

Bologna, 1 ottobre 2019
Egregio Dott. lacona,
la nostra associazione rappresenta una parte delle imprese del comparto del gioco lecito: prevalentemente gestori (proprietari/detentori) e costruttori di apparecchi AWP e VLT.
In sostanza quelli per i quali Lei ed i Suoi ospiti, nel corso della puntata di Presa Diretta del 30/09/19, ha auspicato la “morte imprenditoriale”.
Come definire altrimenti il Suo auspicio per l’applicazione retroattiva di norme che determinerebbero la chiusura di aziende, sorte e svi luppate nel pieno rispetto della normativa vigente, e le conseguenti ricadute occupazionali?
Abbiamo assistito ad una trasmissione il cui approccio giornalistico è stato mosso dalla stessa passione emotiva, impeto di ribellione e spirito combattivo, normalmente ispirati da eventi tragici, denunce di atti di sopraffazione ad opera delle mafie o di poteri pubblici deviati, ecc.
Questo deve rappresentare, per tutto il settore del gioco, un motivo di riflessione più che di rabbia o sconforto.
Ci permetta però di suggerire che il tema del gioco legale, proprio perché connotato da delicatissime implicazioni sociali, economiche e sanitare, avrebbe dovuto suggerire al servizio pubblico televisivo di sviluppare su di esso un lucido approfondimento.
Per raggiungere questo obiettivo, che dovrebbe connotare qualsiasi inchiesta giornalistica, sarebbe stato quantomeno opportuno invitare un rappresentante del settore e concedergli lo stesso spazio concesso agli altri ospiti.
Un rappresentante del settore Le avrebbe ad esempio fatto notare che i debiti di gioco del signore valdostano erano in Lire, quindi antecedenti al 2002, ossia l’anno in cui è partita la legalizzazione: si trattava perciò di debiti contratti nell’epoca in cui il gioco legale non esisteva ancora.
Il riferimento è a quel signore valdostano, i cui crimini sono stati da voi elevati al rango di atti di martirio perché asserita mente collegati alla sua dipendenza dal gioco, come se fare una rapina per debiti di gioco, fosse un gesto meritevole di assoluzione, anche morale, se non, addirittura, di beatificazione.
Ci chiediamo allora se, difronte ad un crimina le che commette rapine per comprarsi il SUV, avvertiate l’ obbligo morale di scagliarvi contro le ca se automobilistiche perché, mediante la creazione di prodotti attraenti, non terrebbero conto di quei “poveri sprovveduti”, “vittime” dell’impulso irrefrenabile a soddisfare i propri desideri materiali.
E’ infatti giunto il momento di approfondire, tutti insieme e con spirito laico, il tema della “responsabilità individuale” e tentare di smetterla, in occasione di ogni nefandezza individuale, di cercare sempre e comunque una qualsiasi giustificazione “esterna”, moralmente assolutoria.
E’ quindi ora di armarsi di coraggio intellettuale e prendere in considerazione il ruolo del “libero arbitrio” individuale, di cui ogni essere umano è dotato e di cui ogni cittadino dovrebbe fare buon uso, a tutela di sé stesso ma soprattutto degli altri.
Un sano e costruttivo contraddittorio avrebbe consentito di approfondire meglio anche il tema del gioco illegale.
A tal proposito Le segnaliamo, preliminarmente, che è incoerente, da parte della sua trasmissione, auspicare l’utilizzo obbligatorio· della tessera sanitaria o le soluzioni tecnologiche per la lotta alle dipendenze (soluzioni per le quali la nostra associazione si sta battendo da anni) e, al contempo, l’abolizione del gioco legale (si veda l’intervista al Sottosegretario Villarosa in cui la giornalista pungola l’ interlocutore su questo tema proprio per chiedergli di abolire il gioco legale).
Si è poi assistito, nel corso della trasmissione, alle dichiarazioni del Dott. Torrigiani (di cui, colpevolmente, ignoriamo il curriculum, a parte il suo ruolo di consulente della Commissione Antimafia) il quale ha sostenuto che la proliferazione del gioco illegale (con tutti i suoi effetti nefasti) sarebbe direttamente proporzionale all’espandersi di quello legale. Va da sé, che tale affermazione conduce al logico corollario secondo cui le politiche proibizionistiche sarebbero un’arma efficace per eliminare il gioco illegale.
A tal proposito, ci conceda però lo sgarbo di reputare più autorevoli le seguenti dichiarazioni rilasciate dell’attuale Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho « Intervenire vietando di fatto di giocare legalmente per un verso non garantisce una libertà che deve essere comunque rispettata, per l’altro spalanca praterie per il gioca illegale. La repressione deve riguardare l’illegalità, e in proposito lo politica dovrebbe intervenire dotando le Forze dell’ordine e gli inquirenti di strumenti più avanzati. Una cosa è certo: il proibizionismo, in questo come in altri settori, ho sempre dimostrato di non essere uno soluzione».
Oppure quanto riferito dalla Corte dei Conti che, nell’ambito della relazione relativa al rendiconto generale dello stato per il 2018, osserva: « La riduzione degli apparecchi da intrattenimento stabilita dalle norme nazionali, unita all’inasprimento delle limitazioni di distanze do luoghi sensibili e degli orari di gioco, da parte di norme regionali e locali, ha determinato lo contrazione del mercato legale e un prababile incremento dei fenomeni illegali».
La trasmissione ha poi offerto altri spunti meritevoli di un sano contraddittorio, che Lei però ha preferito evitare, ma sono troppi per essere trattati in questa lettera.
Mossa comunque dall’intento di intraprendere un percorso costruttivo, la nostra associazione è seriamente interessata ad approfondire, nell’ambito del suo Centro Studi, i dati offerti nel corso della trasmissione, in quanto, visto il quadro allarmante che descrivono, ci impongono una seria analisi ed il confronto con i dati differenti in nostro possesso.
A tal proposito ci permettiamo di chiedere cortesemente alla redazione di fornirci i documenti da cui sono stati estrapolati i dati riguardanti i seguenti aspetti:
a) l’esistenza di costi a carico dell’erario, causati dal gioco, pari a 14 miliardi di euro;
b) numero doppio di malati da gioco rispetto a quello dei tossicodipendenti (dato riportato dal dottor Fiasco che avrete certamente verificato);
c) l’elaborato contenente la ricerca da cui risulta il dimezzamento dei ludopatici in Piemonte per effetto della legge regionale.
Ringraziandola anticipatamente ed in attesa di un cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Assottrattenimento 2007 – Centro Studi
AVV. .Massimo Piozzi.