Associazione Astro gioco
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(Jamma) “La conferenza Unificata Governo – EELL (Regioni, Provincie Autonome, Comuni, Anci), benché “dimenticata” da molti amministratori locali che vi hanno partecipato:

  • è “esistita”,

  • ha generato un documento scritto e sottoscritto, il quale vanta un duplice ordine di contenuti: uno di carattere politico-programmatico da tradurre in atti normativi applicativi, e uno di carattere immediatamente precettivo” , è quanto si legge in una nota AS.TRO.

“Sul fronte delle limitazioni orarie da applicare agli apparecchi da gioco lecito, l’accordo della C.U. prevede una disposizione immediatamente applicabile, ovvero la identificazione della restrizione massima affliggibile ai congegni (non più di sei ore giornaliere), unitamente ad un particolare iter amministrativo istruttorio-generativo del provvedimento (l’intesa con l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, anche in chiave di tutela dell’uniformità di disciplina nel più ampio contesto territoriale possibile e la controllabilità da remoto dei limiti orari).

AS.TRO non conosce le ragioni degli “amnesie selettive” che attualmente contraddistinguono alcuni amministratori locali (sia regionali che comunali) di varie realtà territoriali, ma sicuramente deve “istituzionalmente” ammonire gli operatori circa i reali perimetri di liceità all’interno dei quali l’impresa di gioco lecito può muoversi, che per brevità espositiva possiamo riassumere nella indispensabilità dell’osservanza costante delle prerogative dell’Amministrazione Finanziaria – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il Comune di Napoli, pertanto, avrebbe dovuto revocare la propria precedente ordinanza e attivare l’iter amministrativo sopra ricordato, o al più, ridisegnare la limitazione oraria allineandosi, quantomeno, all’intesa raggiunta tra EELL e Governo. Si è preferito, invece, ri-proporre la medesima restrizione ma con due modalità alternative, subordinando l’opzione di scelta alla rinuncia ai ricorsi amministrativi (presenti-passati-futuri).

La nuova ordinanza oraria varata dal Comune di Napoli, in sostanza: è stata posta in essere:

  • senza intesa con (e neppure partecipazione) l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,

  • senza manifestazione di una situazione di emergenza contingente, legittimante la deroga rispetto a tale iter vincolato,

  • ma soprattutto senza alcuna valutazione di “controllabilità” da remoto dei limiti e “di uniformità estesa di disciplina nel territorio”.

In qualità di rappresentanza di categoria, pertanto, AS.TRO-Confindustria sit sconsiglia ai propri iscritti l’adesione alla nuova “ordinanza sperimentale” varata dal Comune di Napoli, ricordando come la proposta associativa illustrata e discussa più volte con l’Amministrazione contenesse pratiche di controllo del gioco e di elevazione qualitativa della distribuzione (e della fruizione) dei servizi di gioco altamente superiori (e maggiormente tutelanti l’utenza), rispetto a quelli “simbolici” che si sono presentati nell’ultimo provvedimento.

A livello più “prettamente politico”, infine, si segnala l’enfasi con cui la nuova ordinanza decreta l’efficacia di quella già in vigore, e quindi la necessità di mantenerne la sostanziale struttura.

Sulla scia di quanto già osservato dal T.A.R. Lazio, AS.TRO chiede che sia data evidenza degli esiti delle politiche di contrasto al G.A.P., ovvero le statistiche epidemiologiche precedenti – concomitanti – e successive all’adozione delle restrizioni orarie (ammesso che esistano).

Passi pure l’idea che “a rovinare gli imprenditori del gioco legale non si fa peccato” (che già è dubbio visto che il favore che poi si attribuisce alla criminalità che ad essi si sostituisce), ma per fregiarsi del titolo di “curatori” della salute pubblica ci vogliono i dati scientifici , e non bastano le ideologie”.

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