Anche l’“Associazione Nazionale Bowling e Intrattenimento”, che rappresenta le realtà imprenditoriali attive in Italia nel settore Bowling e Intrattenimento, si mobilita per chiedere una revisione delle regole tecniche e le norme in materia di utilizzo degli apparecchi da intrattenimento, dai videogiochi ai calciobalilla.

“Nella sua veste di rappresentante di categoria, l’Associazione intende portare a conoscenza dell’Ecc.ma Commissione Europea e segnalare numerosi rilievi critici in relazione alla compatibilità del succitato regolamento con la normativa UE”, si legge in un documento contenente le osservazioni sul progetto di decreto di regole tecniche all’esame della Commissione Europea.

“Il Progetto notificato detta le regole tecniche di produzione, importazione e verifica degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, sottoponendo, senza giustificato motivo, quest’ultima tipologia di giochi (di puro intrattenimento) alla stessa normativa ed allo stesso regime di monopolio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli previsti per gli apparecchi con vincita in denaro. La procedura di autorizzazione presentata nel Progetto notificato rappresenta una barriera alla libera circolazione delle merci: un prodotto fabbricato o venduto legalmente in uno Stato membro dell’UE deve poter essere venduto in Italia senza essere soggetto ad ulteriori testo controlli. Gli ostacoli alla libera circolazione delle merci se trovano una giustificazione nei motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di tutela della salute nel caso degli apparecchi con vincita in denaro, sono privi di ogni e qualsivoglia giustificazione nel caso degli apparecchi senza vincita in denaro. La procedura prevista nel progetto risulta non necessaria e sproporzionata per gli apparecchi di puro intrattenimento. Una norma nazionale non si può giustificare se gli interessi ad essa sottesi possono essere tutelati con altrettanta efficacia tramite misure meno restrittive. Di certo il risultato della procedura di autorizzazione preventiva non dovrebbe essere quello di impedire l’accesso degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro al mercato italiano.

A ciò si aggiunga che diverse sentenze della Corte di Appello di Firenze hanno confermato la piena applicabilità della Direttiva c.d. “Servizi” (123/2006/CE) e dei principi da essa desumibili, al settore degli apparecchi da gioco senza vincita in denaro, nelle quali viene ribadita, ancora una volta, l’illegittimità della procedura prevista per gli apparecchi di puro intrattenimento di cui all’art.110 comma 7 del TULPS nazionale ciò perché il rilascio del nulla osta di messa in esercizio di tali giochi leciti non ha la sua ragion d’essere in alcuna esigenza di ordine pubblico o di salute pubblica che possa implicare un intervento dello Stato al controllo del libero esercizio di una attività economica. (All. 2-3-4).

Si osservi altresì che il Progetto notificato contempla un insieme di norme che finiscono per aggravare la denunciata situazione di incompatibilità con il diritto UE e soprattutto non rientrano nelle competenze di detto regolamento. A titolo esemplificativo ma non esaustivo si evidenziano:

– la mancata possibilità, salvo quanto previsto dal Regolamento stesso, di collegamento a reti di telecomunicazioni, ivi inclusa la rete internet, tramite qualsiasi tipo di connessione;

– la prescrizione per gli apparecchi di abilità appartenenti alla tipologia 7a) che questi siano obbligatoriamente privi di monitor o di visori in grado di visualizzare immagini di gioco e che gli stessi si attivino esclusivamente con l’introduzione di monete metalliche in valuta corrente e non anche con gettone o strumenti elettronici di pagamento esclusivamente finalizzati al gioco, ed infine che il costo della partita non possa essere superiore ad 1 euro;

– la quantificazione in 20 euro del valore del premio per essere considerato modico, limite risalente all’anno 2005 e non più adeguato al mercato, determinazione non rientrante sicuramente nelle competenze del Regolamento notificato e determinabile mediante norma nazionale dei singoli stati;

– la previsione che la c.d. “scheda esplicativa” debba essere costituita da una serie di dati, informazioni e certificazioni quanto meno sproporzionati se si considera che siamo in presenza di apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro;

– l’obbligatorietà dell’esame del “codice sorgente” senza nessuna garanzia di riservatezza per gli operatori economici assai restii a fornire detti codici tanto da far desistere numerosi produttori dal far verificare i propri apparecchi.

Occorre infine sottolineare come il Progetto notificato non preveda nessun periodo transitorio per l’entrata in vigore della nuova normativa, periodo transitorio quanto mai necessario al fine di salvaguardare il parco macchine esistente, frutto di considerevoli investimenti, nonché di rendere possibile una graduale sostituzione dei vecchi apparecchi con quelli conformi al progetto.

Stante quanto sopra evidenziato si ritiene che il Progetto notificato ostacoli l’immissione e la libera circolazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro nel territorio dell’Unione Europea dove giochi ritenuti di “puro intrattenimento” in altri Stati europei non vengono considerati tali dal Progetto notificato, con la conseguente mancata possibilità di introduzione in Italia di apparecchi acquistati in altri Stati, in particolare se usati”.

Si conclude pertanto chiedendo a “Codesta Spettabile Commissione di voler disporre, a carico dell’Italia, una revisione del Progetto in oggetto al fine di renderlo rispondente alla normativa comunitaria”.