“Se si tengono chiusi cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi perché attività non essenziali (non certamente per chi ci lavora) e si aprono solo centri commerciali , supermarket, negozi ristoranti e bar (fra l’altro in orari ridotti anziché prolungati), la gente che uscendo trova chiuso tutte le attività prima menzionate, ed è portata a rimanere tutta per strada in un orario fra l’altro concentrato in poche ore, assembrata vicino ai centri commerciali, ai negozi o ai locali pubblici? Non sarebbe meglio che una buona parte di questi stessero con la dovuta distanza di sicurezza nei cinema, nei teatri, altri in palestra altri in piscina ed altri ancora in una sala giochi tutti a debita distanza?”

Se lo chiede l’associazione AGCAI in una nota.

“Fra l’altro è più facile distanziare le persone in locali attrezzati e controllati che per strada dove il controllo diventa difficile.Bisognerebbe intensificare i controlli sia nelle strade che negli esercizi che non rispettano le regole , sanzionarli o decretarne la chiusura, anche perché bisogna convivere con il virus ancora per un bel po’ e specialmente con queste continue variazioni di colori , la situazione difficilmente migliorerà. Ormai dovrebbe essere chiaro che se gli ospedali non reggono,l’unico modo per ridurre i contagi sono le zone rosse. A contagi ridotti oltre ad aprire le attività per dislocare quanto più possibile le persone, bisognerebbe organizzarsi a curare le persone già ai primi sintomi con i medici di base (cosa possibilissima con un protocollo ben preciso) presso il proprio domicilio. Si allenterebbe così la pressione ai pronti soccorso. Non è perdonabile che in questa seconda ondata non ci si è organizzati e si arrivi a più morti della prima Vuol dire che più di qualcosa non ha funzionato. Ma non è mai troppo tardi. Zona rossa subito in tutta Italia e poi riaprire in sicurezza tutte le attività con controlli serrati con particolare attenzione alle RSA dei nostri anziani che sono i primi che devono essere tutelati”, cpnclude la nota.