L’associazione AGCAl chiede un incontro urgente alla Regione Abruzzo. La competenza  per il riavvio della raccolta attraverso le slot nei bar è competenza della Regione non del Governo.

“Chiediamo un incontro urgente al Presidente Marco Marsilio ed all’Assessore alle attività produttive Mauro Febbo dopo l’emissione dell’ordinanza che, in restrizione della libertà di apertura prevista dal Governo, prevede per volontà della Regione il divieto di riaccensione delle Slot nei bar nei locali pubblici ed il riavvio della raccolta”, si legge in una nota.

“Per quale motivo dovrebbero rimanere spenti questi apparecchi nonostante la riapertura dei bar ed il rispetto di tutte le misure di sicurezza? E’ competenza della Regione tenere accesi o spenti gli apparecchi comma 6/a (slot da bar) dopo la riapertura dei locali pubblici

Ci rammarichiamo per il danno causato alle aziende di gestione degli apparecchi e agli esercenti che vedono così ridurre la loro possibilità di ripresa economica in questo difficilissimo momento.

Ricordiamo quanto già ribadito precedentemente sulla situazione estremamente urgente della categoria dei gestori di slot nei locali pubblici, aziende locali abruzzesi, spesso piccole ditte a carattere familiare, da non confondere assolutamente con i proprietari degli apparecchi del tipo Videolottery presenti nelle grandi Sale i cui proprietari sono delle multinazionali estere e che il Governo ha deciso di tenere chiusi insieme a Cinema, Teatri etc “.

I gestori di slot distribuiscono nei locali pubblici un prodotto voluto dallo Stato per salvaguardare la salute delle persone e per contrastare anche il gioco d’azzardo illegale, nella mani della criminalità. Non è dunque corretto che vengano discriminati senza fondato motivo”.

“I gestori di Slot non possono essere discriminati in quanto distribuiscono un prodotto statale regolamentato, peraltro tali aziende sono state costrette nel mese di Febbraio dalla legge di bilancio a sostituire tutti gli apparecchi acquistando nuove schede di gioco che però sono rimaste in magazzino a seguito dell’interruzione delle attività. Sono apparecchi ancora da pagare e che, in caso di insolvenza, potrebbero portare al fallimento aziendale.

Rimaniamo a disposizione per un urgente incontro e per poter offrire maggiori informazioni tecniche circa il comparto da noi rappresentato, augurandoci che venga riconosciuta considerazione e dignità anche a questa categoria ingiustamente discriminata”.