“A.G.C.A.I attende ad horas un pronunciamento del garante della concorrenza sulla segnalazione presentata dalla stessa associazione, tramite l’avv. Massimiliano Ariano, a mezzo della quale si richiede l’avvio di un’istruttoria volta ad accertare nei confronti di alcuni concessionari l’abuso di posizione dominante e dipendenza economica nel mercato delle Awp”. E’ quanto si legge in una nota.

“L’istanza è stata esaminata e discussa dinanzi al Garante nella giornata di ieri: l’avv Ariano in qualità di difensore dell’associazione e dei tanti gestori vittime di abuso da parte dei concessionari ha sostenuto l’assunto secondo cui i concessionari, oltre ad essere affidatari della rete tematica, sono anche proprietari di apparecchi e come tali operano nel mercato delle awp in diretta concorrenza con altri gestori. E segnatamente il concessionario utilizza il potere derivante dall’esclusiva disponibilità della rete telematica per ostacolare la persistenza di una concorrenza effettiva. Due sono le condotte tenute dal concessionario volte a favorire la propria attività di gestore: a) sostituire un NOE di un gestore concorrente con un nuovo titolo che il concessionario terrà per se o collocherà sul mercato; b) estromettere dal mercato svariati gestori concorrenti per accaparrarsi nuovi titoli sostitutivi e subentrare negli esercizi lasciati liberi da questi ultimi.

L’associazione sostiene convintamente la necessità di un intervento urgente del garante affinché lo stesso adotti provvedimenti idonei a liberare il gestore dalla morsa opprimente del Concessionario che impone condizioni inique sotto la minaccia di un recesso impedendo la libera iniziativa d’impresa. La decisione del garante rappresenta uno spartiacque tra la «la vita o la morte» della categoria dei Gestori essendo oggi quanto mai opportuna l’avvio di un’istruttoria che, facendo chiarezza in merito alle condotte abusive perpetrate dai concessionari, possa dare inizio ad una riforma del settore che assicuri una effettiva libera concorrenza nel mercato delle AWP, oggi assolutamente inesistente” conclude la nota.