Forze di Polizia, Associazioni, Istituzioni ed Asur Marche Area Vasta 2 insieme per sensibilizzare sul delicato rapporto tra giochi e territorio e per prevenire forme di ludopatia e di illegalità nel settore.

È stato il tema al centro del convegno “Gioco Pubblico: normativa di riferimento, caratteristiche dell’offerta e procedimento sanzionatorio”, svoltosi ieri a Montemarciano (AN) dal Comune, in collaborazione con l’associazione As.Tro e l’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche.

L’iniziativa, promossa da As.Tro, è stata patrocinata dal Comune grazie al lavoro del Comando di Polizia Locale ed in particolare del Comandante Pierluigi Fabbracci.

“Per la prima volta, abbiamo trasformato un format di corsi di formazione, già collaudato in diverse sedi, in un convegno strutturato con tanto di dibattito. Questo anche grazie alla partecipazione dell’Asur, Area Vasta di Ancona”, ha riportato al termine della giornata Claudio Bianchella, già funzionario ADM Marche e membro del Centro Studi As.Tro. “La partecipazione è stata importante e numerosa, con addetti ai lavori e forze di polizia locale e con gli interventi del sindaco di Montemarciano Liana Serrani e di Goffredo Brandoni, Vice Presidente Anci Marche, con delega per il gioco al tavolo nazionale di coordinamento. Un incontro positivo, che ha dimostrato una buona sinergia tra gli operatori del gioco legale e l’amministrazione locale. La volontà delle aziende che rappresentiamo rimane quella di affiancare le istituzioni, con l’auspicio che la sinergia tra queste ultime e gli operatori del gioco legale porti ad un progetto efficace per contrastare le varie criticità collegate allo stesso, tutelando anche l’industria del gioco lecito, che rimane l’unico presidio di legalità sul territorio”.

Tra gli interventi del convegno quello di Carmine Mango, psicologo del Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche di Ancona: “concordo sul fatto che serva una sinergia tra filiera di gioco, istituzioni e tutti gli attori coinvolti per arrivare ad un punto di incontro ideale – ha dichiarato – L’obiettivo è creare una cultura positiva sul gioco, il proibizionismo non è la soluzione per i fenomeni compulsivi”.

Presente all’incontro anche il vicepresidente As.Tro Paolo Gioacchini che, con il suo intervento, ha concluso i lavori del convegno. “È stato importante avere oggi al nostro fianco l’Asur, oltre alle forze di polizia, segno tangibile che le sinergie sono possibili. È grazie al dialogo che anche oggi sono state proposte ulteriori iniziative, come quella di creare periodici punti di ascolto itineranti dell’Azienda sanitaria all’interno dei punti di gioco – ha spiegato – È difficile convincere chi ha problemi con il gioco a recarsi presso le strutture adeguate, anche solo se fosse per un primo colloquio, dunque potrebbero essere proprio gli enti preposti a presentarsi nelle sale e nei pubblici esercizi per dare supporto a chi ne ha bisogno. Tutto ciò – ha concluso – rientra in un progetto di responsabilizzazione dell’esercente, l’unico che è a stretto contatto con l’utenza ed è quindi in grado di riconoscere i giocatori problematici”.