L’approvazione, e la conseguente entrata in vigore, nel luglio scorso, della nuova legge regionale in Piemonte in materia di contrasto al gioco d’azzardo non fa venir meno l’obbligo al rispetto del distanziometro previsto per le slot, gli apparecchi da intrattenimento a vincita.

 

E’ quanto ha stabilito la Terza Sezione Civile del Tribunale di Torino respingendo l’appello di un esercente che chiedeva la riforma della sentenza del Giudice di Pace con la quale si confermava la sanzione del Comune di Torino pari a 4.000 euro per la presenza in un esercizi pubblico di due apparecchi in violazione della distanza minima prevista dai luoghi sensibili.

Gli appellanti sostenevano che a seguito “della nuova legislazione regionale in materia di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (LR n. 19/2021) , fossero venute meno le violazioni loro contestate o comunque dovesse trovare applicazione la legge più favorevole, con il conseguente annullamento dell’ordinanza ingiunzione opposta”.
Per il giudice “L’assunto è infondato in quanto:
– la nuova normativa regionale in materia di giochi d azzardo leciti , a differenza di
quanto sostenuto dagli appellanti , non contiene alcuna disposizione espressamente
abrogativa delle condotte sanzionate con la precedente disciplina regionale;
– non si condivide neppure l’assunto che la nuova normativa avrebbe di fatto
implicitamente abrogato retroattivamente la precedente normativa regionale, sanando
le condotte di chi aveva installato gli apparecchi da gioco a distanza ravvicinata a
luoghi sensibili, provvedendo a disciplinare in tale senso (e con varie attenuazioni )
esclusivamente le nuove installazioni ;
– invero, quandanche la rubrica dell’art. 16 della LR n. 19/2021 è rubricata Nuove
aperture di esercizi , il suo tenore letterale esclude che si occupi solo di disciplinare
tali ipotesi, posto che :
al primo comma prevede in modo indifferenziato il regime autorizzatorio previsto dalla normativa vigente per l’esercizio in generale anche dell’attività di cui ai punti di gioco sub art. 3 primo comma lett. e) (ovverosia locali nei quali si svolgono attività per il gioco lecito, differenti dalle precedenti lettere c) e d), all’interno degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e in tutti i luoghi aperti al pubblico );
(la legge ndr) al secondo comma conferma che è interdetto l’esercizio delle attività di cui all’articolo. 3, comma 1, lettere c), d) ed e), nonché la nuova installazione di
apparecchi per il gioco lecito di cui all’ articolo 110, comma 6, del regio
decreto 773/1931, in locali che si trovano a una distanza inferiore a quattrocento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti, dai seguenti luoghi sensibili ;
– l’art. 26 primo comma LR n. 19/2021, riguarda esclusivamente i titolari di sale da
gioco e sale scommesse – di cui ai soli art. 3 primo comma , lett. c) e d) -, mentre il
secondo comma riguarda solo i titolari di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle
dogane e dei monopoli ed è quindi norma estranea all’ipotesi in esame , ove si tratta
di un esercizio di somministrazione di cibi e bevande , rispetto al quale non è stato
neppure specificamente allegato che sia stata avanzata la prevista istanza di
reinstallazione entro la scadenza prevista (31.12.2021) ;
– in ogni caso , non si condivide neppure l’assunto che la disposi zione dell’art. 26
citato riguardi ipotesi in cui sia consentita l’inosservanza delle prescrizioni di cui
all’art. 16 e 18 della stessa legge, quanto piuttosto la verifica della sussistenza dei
nuovi requisiti previsti e che hanno attenuato la precedente disciplina regionale
riducendo la distanza (da m.500 a m.400) e la tipologia dei luoghi sensibili (non
avendo più inserito tra i siti sensibili i luoghi di culto e le scuole primarie) ;
– come noto, atteso il tenore inequivoco dell’art. 1 L. n. 689/1981, i n tema di sanzioni
amministrative non trova applicazione il principio di retroattività della legge
successiva più favorevole, tranne i casi in cui si rinvengano i profili evidenziati con la
sentenza n. 63/2019 (come evidenziati dalla Corte EDU a partire dalla sentenza
Engel e altri c. Paesi Bassi dell8.6.1976);
– la violazione qui contestata (almeno con riferimento alla distanza di m.280 dalla
scuola secondaria ) concerne la collocazione di due apparecchi da gioco che, anche ai sensi della nuova LR n. 19/2021 art. 16 secondo comma lett. a) , (che prevede il divieto di installazione in locali che si trovano a distanza inferiore di m.400 da istituti scolastici distruzione secondaria ), continua ad essere vietata;
– nel caso in esame, quindi, non ha concreta rilevanza il profilo esaminato dalle parti
in relazione all’applicabilità o meno alla disciplina amministrativa in esame , in
relazione ai casi in cui riconoscere la eventuale retroattività di legge più favorevole” .