«Con questa sentenza del consiglio di Stato ancora si capisce quanto è stata assurda la decisione politica del nostro presidente della provincia Maurizio Fugatti. Per conquistare un pugno di voti era pronto a mandare a casa più di 200 dipendenti, fare buco nelle casse della provincia per più di 30 milioni di euro portando il nostro settore che rappresenta legalità sul territorio in mano alla criminalità o nel mondo online dove i soldi finiscono nei paradisi fiscali».Così Dino Rebek, proprietario di diverse sale giochi in Trentino commenta la decisione del Consiglio di Stato a proposito del distanziometro con una dichiarazione alla Voce del Trentino:

«Ma volevo chiedere presidente Fugatti perché ha deciso di chiudere solo le sale giochi e non anche tutte le sale scommesse, i bingo, e tutto il mondo online che rappresenta il gioco d’azzardo. Oggi infatti basta entrare in qualsiasi tabacchino in Trentino e giocare al lotto, gratta e vinci, o ancora al bingo o scommettere su qualsiasi cosa. Perchè il nostro presidente non ha chiuso queste attività? Questo forse non è gioco azzardo?»

«Volevo anche chiedere all’assessora Segnana quanti ludopatici abbiamo in Trentino e quanti lo sono diventati  giocando nelle sale giochi e quanti perchè giocano alle scommesse nelle sale, al bingo, comprano gratta e vinci, oppure giocano al lotto, superenalotto, e con i giochi online? Sono sicuro che questa politica populista – conclude Rebek – non può rispondere a queste domande. Presidente Fugatti: penso che lei ci deve dare qualche risposta sul perché la sua decisione e stata così clamorosamente rigettata dal consiglio di Stato»

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