Slot. Tar Lazio: “Un ritardo nel versamento della tassa RIES non giustifica la cancellazione dall’elenco degli operatori”

Un esercente viene cancellato dall’elenco degli operatori del gioco per aver versato in ritardo la tassa di 150 euro. Il Tar del Lazio giudica il provvedimento ADM spoporzionato.

La società a partire dall’anno 2020 rientra nell’elenco dei soggetti legittimati all’esercizio commerciale di attività e gestione degli apparecchi e terminali AWP e Vlt.

In data 30 settembre 2021, al fine di rinnovare l’iscrizione nell’elenco per l’anno 2021, presentava, ai sensi dell’art. 8 del Decreto Direttoriale n. 2011/31857/Giochi/ADI del 9/09/2011, all’Ufficio dell’ADM domanda di rinnovo contenente, tra l’altro, l’autocertificazione sul versamento della somma di Euro 150,00 dovuta per il rinnovo dell’iscrizione aveva contestualmente effettuato.

L’ADM riscontrava tuttavia l’omesso versamento della somma di Euro 150,00.

Resa edotta di quanto accaduto, la società ammetteva di essere incorsa in errore nel versamento avendo compilato in modo non corretto i “dati riguardanti l’intestatario del conto corrente bancario sul quale addebitare il predetto pagamento” e, in data 27 aprile 2022, effettuava il versamento (con una piccola maggiorazione) che è poi risultato andato a buon fine.

Nonostante ciò la società riceveva il provvedimento dell’ADM con il quale veniva disposta la cancellazione della società dall’Elenco previsto dall’art. 1, comma 553, della legge n. 266/2005, per carenza del requisito di cui all’art. 4, lett. c), del Decreto Direttoriale n. 2011/31857/Giochi/ADI del 9.9.2011, cioè del versamento della somma di Euro 150,00 da effettuarsi tramite modello F24 accise, codice tributo n. 5216.

Per il Tar Lazio ciò che risulta non consentito alla luce dell’ordinamento di settore (art. 8, comma 4, del decreto direttoriale dell’AAMS del 9 settembre 2011, n. 31857; art. 27, comma 6, del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124), nonché in base ai principi di proporzionalità e adeguatezza dell’azione amministrativa, è disporre la misura della cancellazione dall’Elenco, che comporta la grave conseguenza dell’impossibilità di rinnovare l’iscrizione per altri cinque anni, a causa del mancato versamento del tributo di Euro 150,00 dovuto a circostanze fortuite e sempre che non emerga il chiaro intento fraudolento del soggetto responsabile.

Nella fattispecie, peraltro, l’operatore ha dimostrato di essere incorso in errore nel versamento e, non appena ricevuto l’avvio del procedimento di cancellazione, ha provveduto, mediante ravvedimento operoso, a regolarizzare il pagamento entro un termine comunque antecedente alla conclusione del procedimento di cancellazione.

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