Il Tar Lazio respinge il ricorso di un bar e una società di noleggio contro il Comune di Roma che ha negato l’autorizzazione per l’installazione di slot

Per la parte ricorrente, un bar della capitale, la fattispecie non riguarderebbe una SCIA per l’avvio di una nuova attività bensì il subingresso in un’attività precedentemente autorizzata, ragion per cui l’Amministrazione non avrebbe dovuto effettuare i controlli sul rispetto delle distanze minime non configurandosi né un ampliamento né un trasferimento di sede.

Successivamente al diniego suddetto, di cui la ricorrente non sarebbe venuta a conoscenza in ragione della scadenza dell’indirizzo pec cui l’Amministrazione aveva notificato l’atto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha intimato alla proprietaria degli apparecchi installati nel locale gestito dalla ricorrente, la rimozione dei medesimi in quanto installati in assenza delle prescritte autorizzazioni.

Il gestore, pertanto, ha impugnato con il secondo ricorso il suddetto provvedimento sull’assunto che il diniego della SCIA sarebbe stato illegittimo per le ragioni già esposte dal bar nella propria impugnativa.

Nell’ambito del primo giudizio è stato, altresì, impugnato con motivi aggiunti il provvedimento con il quale Roma Capitale ha ordinato al bar la cessazione dell’attività condotta in difetto di autorizzazione all’installazione e funzionamento degli apparecchi e congegni automatici, come conseguenza del predetto diniego di SCIA.

“Dalla documentazione in atti si evince chiaramente che è infondato l’assunto su cui poggiano le tesi difensive della società in quanto la società ricorrente subentrava nell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, presentando SCIA di subingresso ma, contrariamente a quanto sostenuto, tale subingresso era riferito alla sola attività di somministrazione, come emerge dalla lettura dell’istanza trasmessa, e non anche all’installazione di apparecchi e congegni automatici di cui all’art. 110 comma 6 T.U.L.P.S. in relazione alla quale la società alienante non aveva mai inoltrato alcuna comunicazione all’Amministrazione comunale.

Quanto sopra è ulteriormente dimostrato dal fatto che la ricorrente ha presentato una propria SCIA per l’installazione di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del T.U.L.P.S. in data 03/10/2021, successivamente alla presentazione della SCIA di subingresso nell’attività di somministrazione.

Alla luce delle evidenze agli atti, Roma Capitale legittimamente ha svolto l’istruttoria prevista per il caso di nuova installazione di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del T.U.L.P.S. con particolare riguardo alle verifiche concernenti il rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili.

Per completezza, si evidenzia che anche nel caso in cui si fosse trattato di un subingresso, l’Amministrazione avrebbe potuto effettuare le verifiche previste dal Regolamento comunale in quanto la giurisprudenza amministrativa ,che si è occupata di valutare la legittimità della disciplina in tal senso prevista da altri comuni, ha ritenuto che: “In materia di attività di sala scommesse e di offerta di gioco con apparecchi, la disciplina sulle distanze minime da determinati luoghi sensibili, trova applicazione non solo qualora il medesimo soggetto trasferisce la propria attività in nuovi locali, ma anche qualora nei medesimi locali venga ad operare, a qualsiasi titolo, un nuovo soggetto, rispetto al quale, come è evidente, non sussistono le esigenze di tutela dell’affidamento che invece presidiavano e garantivano la posizione del precedente titolare” (T.A.R. Veneto, sent. Sez. III, 18/09/2018, n. 898; per il rigetto del ricorso cautelare, si veda Cons. Stato, sez. V, ord. 10/05/2019, n. 2243; nello stesso senso, T.A.R. Veneto, sent. Sez. III, 24/01/2018, n. 81, passata in giudicato).

19. Ciò detto, i provvedimenti di Roma Capitale impugnati con il primo ricorso devono ritenersi legittimi e, conseguentemente, deve ritenersi legittimo anche il provvedimento dell’Agenzia del Demanio e dei Monopoli che ha come presupposto l’assenza delle prescritte autorizzazioni.

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