Il Tar del Lazio ha disposto l’annullamento del provvedimeno di cancellazione di un esercente dal registro degli operatori del gioco disposto dall’ADM per il mancato versamento della tassa di iscrizione di 150 euro.

In linea con quanto deciso in altri casi analoghi dal Consiglio di Stato per il Tar “la cancellazione sia stata disposta per il mancato effettivo versamento del tributo in assenza di un invito alla regolarizzazione, la quale, peraltro, è intervenuta comunque a brevissima scadenza.

In linea generale, il mancato invito alla regolarizzazione, in un contesto nel quale sia riscontrabile una condizione di buona fede in capo all’istante, rende illegittima la sanzione della cancellazione non solo per violazione della puntuale disposizione legislativa dell’art. 27, comma 6, del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, ma ancor prima del generale principio di proporzionalità dell’azione amministrativa, particolarmente rilevante in ambito sanzionatorio.

Né vale eccepire, in senso contrario, che al tempo della domanda di rinnovo dell’iscrizione al RIES la ricorrente – comunicando di aver versato la tassa – avrebbe reso una falsa dichiarazione.

Ed infatti, il gravato provvedimento di cancellazione non contesta la falsa dichiarazione, bensì la circostanza fattuale, in vero pacifica, relativa alla mancanza del versamento del tributo di euro 150,00, mancanza rispetto alla quale l’Amministrazione avrebbe dovuto (ma non l’ha fatto) invitare alla regolarizzazione.

Stante l’assorbenza del vizio, il ricorso va accolto e, per l’effetto, va annullato il provvedimento di cancellazione dal RIES impugnato”.

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