La licenza art.86 del Tulps, prevista per l’installazione di apparecchi da intrattenimento all’interno di un esercizio pubblico, non è sufficiente se nel locale si raccolgono scommesse. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Milano.

L’art.86 recita del Tulps: Relativamente agli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui allart.110, commi 6 e 7, la licenza è altresì necessaria: a) per l’attività di produzione e importazione; b) per attività di distribuzione e di gestione, anche indiretta; c) per l’installazione in esercizi commerciali o pubblici diversi da quelli già in possesso di altre licenze di cui al primo e secondo comma o di cui allart.88 ovvero i n altre aree aperte al pubblico od in circoli privati.

Dalla lettura dell’articolo – per il giudice- si evince che in un esercizio pubblico presso il quale si raccolgono scommesse è necessaria la licenza di cui all’ art. 88 TULPS e che il possesso di questa risulta essere assorbente rispetto alla licenza di cui all’ art.86. Il rilascio da parte della competente Questura della licenza ai sensi dell’art.88 esclude la necessità della licenza ai sensi dell’art.86 ; ma non può essere il contrario per espressa previsione di legge. Sotto il profilo della scusabilità dell’errore, le argomentazioni difensive degli opponenti sono infondate. In primo luogo, era del tutto visibile la destinazione del locale all’esercizio dell’attività di scommesse, in secondo luogo la società è un soggetto professionale nel settore di riferimento (gestione ed installazione degli apparecchi da divertimento e intrattenimento), con la conseguenza che il legale rappresentante doveva essere a conoscenza, mediante la diligenza professionale dal medesimo esigibile, della necessità del possesso, da parte del titolare del locale, della licenza di cui all art. 88 TULPS.

L’errore commesso dagli opponenti è quindi inescusabile, anche in ragione della inequivoca disciplina. Inoltre, per il Giudice l’errore, asseritamente commesso non si possa ritenere scusabile. A poco vale che l’esercizio commerciale, presso cui erano installati gli apparecchi di intrattenimento in questione, fosse iscritto nell’elenco degli operatori del gioco tenuto dall’Agenzia dei Monopoli, atteso che in tale elenco, ai sensi dell’art. 533 bis L. 266/2005 (come sostituito da art. 1 c. 82 L. 220/2010), hanno diritto di essere iscritti i soggetti muniti della licenza di cui all’art. 86 TULPS , oltre che del certificato antimafia, senza che l’Agenzia dei Monopoli debba verificare che presso i suddetti esercizi si svolga oppure no anche nell’ipotesi di locali in cui si esercitano scommesse unitamente ad altre attività soggette all’obbligo della licenza di polizia di cui all’art. 86 (ad esempio corner) poiché l’autorizzazione di polizia ex art. 88 è comunque obbligatoria. La ratio della disposizione prevista dalla lett. f bis), infatti, è quella di impedire l’utilizzo di apparecchi da divertimento e intrattenimento in luoghi non sottoposti ai prescritti controlli di polizia, tenuto conto della pericolosità sociale di tali congegni e dell’esigenza che il loro uso avvenga solo in luoghi che abbiano ricevuto tutte le autorizzazioni previste per l’esercizio delle attività in esse effettuate. Pertanto, i centri che operano in mancanza dell’autorizzazione di polizia subiranno la sanzione prevista dalla lett. f bis) laddove consentano l’uso degli apparecchi previsti dall’art. 110, comma 6, TULPS, realizzandosi la fattispecie di “luoghi (…) aperti al pubblico (…) non muniti delle prescritte autorizzazioni, ove previste”.

Un operatore professionale del settore specifico, dovrebbe essere a conoscenza “della normativa che lo disciplina, quindi anche del la necessità che gli esercizi , in cui si raccolgono scommesse , siano dotati dell’autorizzazione di cui all’art. 88 TULPS , deve preoccuparsi di verificare che i locali aperti al pubblico, presso cui mantiene l’installazione e quindi consente l’utilizzo dei suoi apparecchi , siano sempre muniti delle necessarie autorizzazioni (tenuto conto che la licenza di cui all’art. 88 TULPS deve essere esposta nel locale che l’ha ottenuta), anche nel caso in cui l’introduzione della raccolta delle scommesse sarebbe avvenuta (secondo quanto affermato dal ricorrente) in un momento successivo all’installazione degli apparecchi da divertimento e quindi anche la necessità di munirsi della licenza di cui all’art. 88 sarebbe sopravvenuta in un momento successivo.

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