Agenzia delle Entrate condannata alle spese legali

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo a favore del titolare di un bar nel quale, nel 2012, erano state rinvenute slot non collegate alla rete.

La Commissione ha ritenuto che l’esercente non fosse responsabile dell’illecito, nonostante l’omesso controllo, e quindi ha annullato il versameno del tributo del prelievo fiscale erariale unico (PREU) per il periodo accertato in sede di controllo.

La CTR ha infatti escluso la responsabilità solidale del possessore dei locali dove si trovavano gli apparecchi soggetti al prelievo erariale unico (PREU), ritenendo unico soggetto passivo dell’imposta il proprietario delle macchine

Per la Cassazione “il testo dell’art. 39-quater cit., come modificato nel 2009 dall’art. 15, del d.l. n. 78 del 2009, conv. dalla legge n. 102 del 2009, individua, quale responsabile principale, un unico soggetto, ossia l’autore dell’illecito. Quanto alle ipotesi di responsabilità solidale, la nuova norma individua: c) l’installatore; d) il possessore o detentore a qualsiasi titolo degli apparecchi; e) l’esercente a qualsiasi titolo dei locali; f) il concessionario; sempreché gli stessi non fossero “già debitori di tali somme a titolo principale”; la norma, peraltro, subordina la responsabilità solidale al verificarsi di uno specifico requisito, che assurge ad elemento costitutivo, ossia che “non sia possibile l’identificazione” dell’autore dell’illecito (Cass. n. 27676/19).
Nel caso di specie, come dichiarato dalla stessa Agenzia ricorrente, il verbale di accesso dei verificatori è stato redatto in data 29 giugno 2012, pertanto in epoca successiva all’entrata in vigore della L. n. 102 del 3 agosto 2009, per cui, in applicazione della norma vigente ratione temporis, sussiste la responsabilità solidale del titolare del ”Bar” nella sola ipotesi in cui non sia possibile l’identificazione dell’autore dell’illecito. La CTR ha per contro individuato, quale responsabile dell’illecito, il proprietario delle slot-machine per averle manomesse, ritenendo irrilevante il comportamento del titolare dell’esercizio che aveva omesso i controlli.

La responsabilità del proprietario delle slot machine, quale autore dell’illecito, non può, in questa sede di legittimità, essere messa in discussione, essendo conseguente ad un accertamento di fatto congruamente motivato in applicazione della norma vigente”.

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