Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), ha accolto il ricorso di un operatore rappresentato e difeso dagli avv. Matilde Tariciotti e Luca Giacobbe, contro la Questura di Mantova per l’annullamento del decreto del Questore con il quale era stata negata la licenza ex art. 88 per la raccolta delle scommesse in locali situati nel Comune di Volta Mantovana.

La Questura di Mantova aveva negato al ricorrente la licenza ex art. 88 del TULPS per l’attività di raccolta delle scommesse. Il diniego si basava sulla nota della Polizia Locale che attestava che i locali non rispettavano la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili.

Nell’esercizio del ricorrente era già installata, sulla base di un contratto stipulato in data 1 marzo 2013 dal precedente titolare con un concessionario della rete telematica degli apparecchi, una postazione per la raccolta del gioco pubblico.

Contro il diniego della licenza, e contro gli atti connessi, il ricorrente ha presentato impugnazione, formulando censure che possono essere sintetizzate come segue:

  • (i) violazione dell’art. 5 commi 1 e 1-bis della LR 8/2013, che riferisce la distanza minima unicamente alla nuova installazione degli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps, e non anche alla raccolta delle scommesse;
  • (ii) travisamento, in quanto gli apparecchi già presenti nell’esercizio del ricorrente, pur rientrando nella tipologia ex art. 110 comma 6 del Tulps, sono stati installati e collegati alla rete del concessionario prima dell’entrata in vigore della disciplina più restrittiva.

La Questura si è costituita in giudizio, chiedendo la reiezione del ricorso.

Il Giudice scrive nella sentenza:

«Il TAR, con ordinanza n. 235 del 26 luglio 2021, ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame, formulando le seguenti considerazioni:

  • l’obbligo di rispettare la distanza minima dai luoghi sensibili è posto dall’art. 5 comma 1 della LR 8/2013 unicamente per i locali dove vengono installati gli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps, ossia AWP (lett. a) e VLT (lett. b);
  • in base all’art. 5 comma 1-bis della LR 8/2013, la condizione che determina l’applicazione dell’obbligo della distanza minima è il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell’ADM in data successiva alla pubblicazione sul BURL della deliberazione della DGR 24 gennaio 2014 n. 10/1274 (ossia dopo il 28 gennaio 2014);
  • come già evidenziato da questo TAR (v. sentenza n. 111 del 2 febbraio 2021), l’obbligo di rispettare la distanza minima dai luoghi sensibili vale solo per gli apparecchi espressamente menzionati dall’art. 5 comma 1 della LR 8/2013 (AWP e VLT).
  • Trattandosi di una norma restrittiva della libertà di iniziativa economica, non è ammissibile un’applicazione estesa a fattispecie che non sono considerate dal legislatore parimenti pericolose nell’induzione al gioco compulsivo;
  • l’attività di raccolta delle scommesse di cui all’art. 1 comma 287 della legge311/2004 non ricade pertanto nella disciplina sulle distanze minime dai luoghi sensibili.

Conseguentemente, in sede di rilascio della licenza ex art. 88 del Tulps non possono essere opposti dinieghi sotto questo profilo, quando sia chiaro che l’autorizzazione oggetto della richiesta è riferita esclusivamente all’attività di raccolta delle scommesse;

nell’esercizio del ricorrente sono però installati anche apparecchi rientranti nella categoria di cui all’art. 110 comma 6-a del Tulps, come tali sottoposti all’obbligo della distanza minima;

in proposito, si devono introdurre delle distinzioni. Gli apparecchi installati prima del 28 gennaio 2014, ossia, nello specifico, quelli del primo contratto, sono esonerati per espressa previsione di legge, come si è visto sopra;

resta il problema degli apparecchi descritti nel secondo contratto, che si collocano a valle del suddetto spartiacque temporale. Per questi è necessario un approfondimento in sede amministrativa, allo scopo di stabilire se vi sia continuità con il contratto relativo agli apparecchi installati in precedenza (nel ricorso si sottolinea che il secondo concessionario è subentrato al primo per incorporazione).

In seguito alla pronuncia cautelare, la Questura ha rilasciato in data 11 agosto 2021 la licenza ex art. 88 del Tulps per la raccolta delle scommesse. Il suddetto provvedimento contiene però la seguente clausola: “[q]uesto atto, rilasciato in via cautelare, come disposto dal TAR, potrà essere rivalutato alla conclusione del procedimento la cui udienza è stata fissata per il giorno 02/02/2022”.

Richiamando la suddetta riserva, il ricorrente, nella memoria depositata il 31 dicembre 2021, insiste per una pronuncia di merito.

La richiesta del ricorrente appare processualmente corretta, in quanto il rilascio della licenza intervenuto in corso di causa appare una mera esecuzione della pronuncia cautelare, e non implica, per espressa ammissione della Questura, alcuna autonoma valutazione circa il superamento della causa ostativa originariamente rilevata.

Nel merito, devono essere ribadite le considerazioni anticipate in sede cautelare. Pertanto, se la licenza ex art. 88 del Tulps viene qualificata come specifica autorizzazione riguardante la sola attività di raccolta delle scommesse, in relazione alle clausole del contratto con il nuovo concessionario riferite ai giochi pubblici su base sportiva, non vi è alcun obbligo di rispettare la distanza minima dai luoghi sensibili prevista dall’art. 5 commi 1 e 1-bis della LR 8/2013. Su questo presupposto, la presente sentenza consolida la licenza rilasciata dalla Questura in data 11 agosto 2021.

Rimane peraltro fermo il potere della Questura di valutare separatamente le clausole del contratto con il concessionario relative agli apparecchi AWP di cui all’art. 110 comma 6-a del Tulps.

In conclusione, il ricorso deve essere accolto, con il conseguente annullamento degli atti impugnati, e con l’effetto conformativo sopra descritto per quanto riguarda la licenza rilasciata nel frattempo.

La particolarità della vicenda consente la compensazione delle spese di giudizio».

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