“Siamo ormai al 10 dicembre e non e non si vede la luce in fondo al tunnel, nemmeno nella ricorrenza di Santa Lucia. Speriamo allora in Babbo Natale (visto che i volenterosi degli Stati Generali sono stati buoni). Le associazioni, è evidente, che si stanno prodigando per risolvere i tanti problemi causati dal Decreto del 18 maggio 2021 e la delibera del 1 giugno scorso”, così commenta Eugenio Bernardi la situazione degli apparecchi di puro intrattenimento.

“Dal 15 novembre, almeno secondo i piani, ci sarebbe dovuto essere una sorta di D-DAY  per i nuovi e futuri apparecchi comma 7 del 110 TULPS, ovvero dai calciobalilla, carambole, biliardi, dondolanti per bambini, flipper , darts (freccette), videogiochi, gru e tickets redemption. Così almeno annunciava una circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il timore che fossero solo auspici si è purtroppo concretizzato. E’ chiaro infatti che siamo nel pieno di un black out per il settore dell’Amusement, in attesa di una proroga per il momento solo annunciata (e confermata in occasione del convegno del 2 dicembre scorso). Più che una ennesima circolare probabilmente ci dovremo aspettare una determina direttoriale che sposti termini previsti per l’adeguamento alle nuove disposizioni e che precisi (o corregga) diverse criticità sollevate sia dei rappresentanti associativi che degli enti certificatori.

Ma non solo.

Nel frattempo è arrivata anche l’interrogazione parlamentare della senatrice Paola Binetti e le domande poste sull’argomento nel corso della riunione della Commissione Gioco da parte dei senatori Cangini e Lanutti. Proprio a queste domande ha risposto, senza però fornire le rassicurazioni che ci si sarebbe aspettati, il direttore Minenna che, di contro, sembra essere disponibile a sostenere l’ipotesi di piccole proroghe. Certo è che, se così fosse, un tempo tecnico di più ampia portata servirebbe anche ad ADM e SOGEI perché la piattaforma di certificazione e autocertificazioni non sembra ancora funzionare.

Così alcuni (pochissimi a dire il vero) volenterosi e preparati imprenditori del settore, da mesi fermi causa Decreto 18 maggio 2021 e delibera del 1 giugno, non sono riusciti a completare l’invio della presentazione telematica della autocertificazione richiesta per ogni modello di apparecchio da immettere sul mercato, anzi l’ente certificatore convenzionato non ha nemmeno la possibilità di completare la procedura di certificazione.

Così, in una lettera inviata ai propri rappresentanti, si esprimeva amareggiato nei giorni scorsi un noto imprenditore del settore e che ha dato il via alla nota interrogazione della senatrice Binetti e a chi si spera il MEF risponda presto:

“Credo sia superfluo ribadire lo sconcerto e l’indignazione che tali imposizioni hanno suscitato tra gli addetti ai lavori e non solo. La mia azienda, insieme a quella di altri produttori ed operatori, ha fatto un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, chiedendo la sospensione e l’annullamento di tali norme, ribadendo l’illegittimità di una regolamentazione che equipara, comuni biliardi, calcio balilla, lettori di video e tracce musicali, flipper, ecc. ad apparecchi che distribuiscono vincite in danaro (AWP e VLT). Restiamo in fiduciosa attesa che le nostre rivendicazioni vengano accolte”.

Ecco, si resta tutti in attesa che arrivi la proroga prospettata, ma anche di notizie sul citato ricorso al Presidente della Repubblica i cui termini sono scaduti e nulla è pervenuto né dal MEF né da ADM al Consiglio di Stato (che dovrebbe esaminare nei tempi previsti l’istanza di sospensiva o di rinvio alla Consulta).

Nel frattempo regna l’incertezza, una situazione di stallo e le tante domande poste in queste settimane come ho avuto modo di ricordare anche attraverso una nota inviata all’ADM, così come  le altre delle associazioni a cui pare si stia cercando di dare risposte chiarificatrici rispetto a una situazione che si è ingarbugliata notevolmente per una certa cecità e del modo tutto italiano di fare le leggi.

Negli altri Stati europei funziona diversamente, ovvero prima si invia a Bruxelles una proposta di legge con magari le norme tecniche, poi i vari parlamenti la approvano, noi in Italia facciamo le leggi e poi demandiamo l’attuazione a dei decreti non sempre chiari come è il caso del citato decreto 18 maggio 2021, e poi li inviamo a Bruxelles.

Ricordiamo che tale decreto è anche al vaglio della Commissione Europea dal maggio scorso proprio perché ancora poco chiaro. Di fatto si sta verificando quello che si temeva e si prospettava nella segnalazione, ovvero il blocco delle vendite da mesi e l’incertezza della gestione degli attuali giochi da amusement  come i meccanici ed elettromeccanici inquadrati negli ex AM1,AM2,AM3..AM6 e naturalmente tutto il resto dei giochi senza vincita in denaro”, conclude Bernardi.

Gli operatori del comparto non si danno certo per vinti e oggi tornano a riunirsi gli Stati Generali. L’obiettivo è quello di definire proposte di soluzione da sottoporre all’attenzione del regolatore in modo da sbloccare la situazione rispetto alla certificazione degli apparecchi.

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