Il Tar ha respinto il ricorso di una sala slot contro il provvedimento con il quale il comune di Parma impone il trasferimento in applicazione delle norme sul distanziometro.

Il giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare difettando il necessario “fumus boni iuris, avendo l’Amministrazione prima facie legittimamente disposto la chiusura della sala giochi una volta decorso il termine di proroga per la delocalizzazione dell’attività, risultando pacifico che allo stato l’esercizio si trova ad una distanza inferiore da quella prevista dalla L.R. n. 5 del 2013 dai luoghi sensibili, quali la Parrocchia XXXX, e non risultando dimostrato il prospettato effetto espulsivo”.

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