Presso il Comune di Manfredonia, in provincia di Foggia, è stata emessa un’ordinanza dirigenziale con la quale viene intimata la chiusura di una sala giochi abusiva. Si legge: “Vista la nota del 15/12/2021 (…) della Polizia di Stato, assunta al protocollo comunale il 20/12/2021 (…), con la quale è stato accertato che presso il locale (…) veniva esercitata l’attività di sala giochi. Specificatamente, è stato accertato che all’interno dell’attività erano presenti avventori e apparecchi da gioco slot, e che lo stesso locale era ubicato alla distanza di 220-230 metri da luoghi di culto. Dato atto che l’esercizio dell’attività di sala giochi è subordinato all’ottenimento dell’autorizzazione comunale (…). Vista e richiamata la SCIA (…), inoltrata al portale SUAP, con la quale l’interessato ha segnalato l’installazione di newslot in esercizi già autorizzati ai sensi dell’art. 86 del TULPS. Atteso che, sulla base degli atti d’ufficio, non risulta che l’interessato sia titolare di autorizzazioni ai sensi dell’art. 86 del TULPS, conseguentemente la SCIA non ha alcuna efficacia ai fini dell’installazione di newslot e apparecchi per il gioco. (…) Ritenuto, pertanto, necessario prescrivere la cessazione immediata dell’attività di sala giochi abusivamente intrapresa. (…) Ordina l’immediata cessazione dell’attività di sala giochi, in quanto condotta in difetto di autorizzazione. Avverte che l’inottemperanza al presente ordine sarà sanzionato ai sensi dell’art. 650 del C.P.. (…) Il Comando di Polizia Locale è incaricato di far rispettare l’esecuzione della presente ordinanza. Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni o in alternativa al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla data di notifica”.

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