Il quotidiano La Repubblica cerca di fare chiarezza sulla polemica che si è scatenata sui calciobalilla con un articolo a firma della giornalista Antonella Donati, ma cadendo in diverse imprecisioni. 

1) La nuova tassa sui biliardini non esiste. L’unico obbligo che hanno i proprietari degli apparecchi è quello di compilare un’autocertificazione  per comunicare che il biliardino in questione rientra tra i giochi basati sull’abilità manuale dei giocatori. Nessuna nuova tassa, dunque, e nessuna necessità di avere autorizzazioni ad hoc, scrive il quotidiano.

SBAGLIATO. La tassa c’è, e si chiama Imposta sugli Intrattenimenti (ISI). Non è nuova, si tratta di una imposta con imponibile forfettario, applicata su ogni calciobalilla in funzione, anche quelli a uso gratuito, che prima non erano contemplati.

Per procedere con l’autocertificazione è necessario caricare la documentazione con firma digitale e mini scheda esplicativa, direttamente on line, sul portale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, dopo essersi loggati.

2) Nessuna nuova tassa, dunque, e nessuna necessità di avere autorizzazioni ad hoc.

SBAGLIATO. Ogni calciobalilla per essere installato, ovvero messo a disposizione del pubblico (pagante o meno) deve avere almeno due autorizzazioni. La prima è l’autorizzazione di Polizia, in base all’articolo 86 del Tulps, la seconda è un nulla osta rilasciato dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato in base ad una certificazione di verifica tecnica e di conformità alle norme di legge. 

Il problema di cui si parla nasce proprio da questa autorizzazione e dalla difficoltà di certificare, da parte degli enti di verifica tecnica, la garanzia di immodificabilità degli apparecchi (garanzia che il legislatore richiede rispetto alla possibilità che possano essere utilizzati per il gioco d’azzardo) e che sono di natura prettamente elettronica e quindi non applicabile agli apparecchi meccanici ed elettromeccanici. 

3) Con le nuove disposizioni a partire dal 1° luglio di quest’anno scatta l’obbligo di ottenere per tutti gli apparecchi da gioco specifiche autorizzazioni per l’installazione. Per questo l’Agenzia dei monopoli e delle dogane aveva emanato, giusto un anno fa una direttiva per comunicare ai gestori la necessità di presentare le richieste, riaprendo più volte i termini per l’invio delle comunicazioni.

ESATTO SOLO IN PARTE. Le autocertificazioni sono valide solo per i calciobalilla già installati. Per quelli nuovi è necessaria la verifica tecnica di conformità, l’omologa con certificato rilasciato da ADM e successivamente la richiesta del nulla osta di distribuzione al costo di 45 euro cada uno.

4) Con le nuove norme, infatti, è stata prevista la possibilità di una regolarizzazione degli apparecchi in esercizio, previa autocertificazione della conformità alle nuove regole tecniche dovuta anche nel caso dei calcio balilla, in quanto l’articolo 110 del Tulps (il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) prevede espressamente la categoria dei “giochi meccanici basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica per i quali l’accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo”. Insomma, in pratica l’unico obbligo richiesto ai gestori è stato quello di inviare una comunicazione per specificare la tipologia di apparecchio posseduto, con termine ultimo quello del 30 giugno. Dopo di che entrano in vigore le nuove regole: gli apparecchi non certificati non sono utilizzabili e si rischiano multe salate.

ESATTO SOLO IN PARTE. L’autocertificazione, ovvero la dichiarazione del possessore rispetto alla conformità dell’apparecchio alle caratteristiche tecniche, vale solo per gli apparecchi ‘usati’, ovvero già installati e autorizzati, e scade il 31 dicembre 2023. Scaduto il termine anche questi andranno certificati. Per gli altri, ovvero i nuovi, è necessaria la certificazione come da iter sopra descritto.

Nella foto esempio della documentazione attestante il rilascio del nulla osta per un calciobalilla
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