La grave crisi che sta affrontando il nostro Paese in questo momento non manca di procurare forte preoccupazione alle imprese che operano nell’ambito dell’apparecchio da intrattenimento.

In queste ore le maggiori associazioni di categoria dell’Amusement, riunite negli Stati Generali, hanno concordato l’invio di una lettera agli esponenti del Governo e ai membri del Parlamento chiedendo un intervento urgente “in merito alla crisi economica in atto conseguente ai rincari della componente energetica registrati a partire dall’ultimo trimestre del 2021”.

Le imprese denunciano il fatto che ad oggi i rincari “hanno portato il costo delle utenze a un livello insostenibile” e la situazione si prospetta sempre più difficile.

Le imprese, tra cui i gestori di apparecchi e sale giochi di puro intrattenimento oltre che di bowling, non mancano di evidenziare le conseguenze dei rincari dei costi già sostenuti e di quelli che si prevedono a partire dal prossimo autunno.

Gli Stati Generali dell’Amusement denunciano “il forte rischio, ormai certezza, di una riduzione marcata dell’attività delle imprese, con possibili rilevanti conseguenze sui livelli occupazionali già gravemente impattati dagli effetti della crisi pandemica”.

La richiesta è quella di avere “sostegni ed interventi idonei a fronteggiare la drammatica situazione” e di “ammortizzatori sociali in deroga ad hoc in favore di lavoratori diretti e indiretti ed il potenziamento delle agevolazioni”.

La richiesta, che per qualcuno risulta sicuramente ‘ridimensionata’ rispetto alle reali esigenza del settore, è al momento l’unica realizzabile considerando l’approssimarsi delle elezioni. “Avremmo potuto chiedere forse di più, anche alla luce degli inutili adempimenti che ci sono stati richiesti nei mesi scorsi e che ci hanno obbligato a sostenere costi inutili in un momento già difficile a causa della crisi prima, dell’emergenza Covid e degli effetti del conflitto russo-ucraino poi”, ci dice un operatore. “Vorremmo che almeno questa richiesta si traducesse in un credito di imposta che non discrimini nessuna azienda e che sia rapportato alle reali esigenze”, conclude l’imprenditore.

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