Sanzionata l’agenzia pubblicitaria e il committente per i cartelli che informavano dell’apertura di una nuova sala Vlt.

L’autorità garante nelle comunicazioni ha sanzionato una agenzia pubblicitaria e la società proprietaria di una sala slot ritenendo che l’attività con la quale era stata comunicata l’apertura del locale abbia violato la norma per la pubblicità del gioco. La vicenda risale al dicembre 2021, quando veniva segnalato che «(…) risultava presente un camion vela che pubblicizza l’apertura dell’esercizio di sala dedicata ex art. 88 (…)»;

Si tratta di una segnalazione dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, Direzione Giochi del 4 febbraio 2022 (prot. n. 38725) nella quale si segnala “la presenza in data 14 dicembre 2021 (…) di un camion vela pubblicizzante l’apertura di un esercizio dedicato VLT/SLOT.

Da qui la relazione della Guardia di Finanza, Nucleo Beni e Servizi del 28 febbraio 2022 dalla quale emerge la completa ricostruzione dei fatti e l’esatta qualificazione giuridica delle fattispecie segnalate ed in particolare che: la società XXX, la quale ha dichiarato di essere il soggetto titolare del sopra citato esercizio, in qualità di unità locale, che ha come “attività principale quella di gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, specificatamente: Sala VLT (videolottery ndr) dedicata”; la predetta società ha commissionato un servizio pubblicitario alla società (…) e che «dal contratto di commissione pubblicitaria trasmesso dall’ADM, si rileva che il servizio pubblicitario commissionato dalla (…) è stato espletato nelle giornate dal 13 al 18 dicembre 2021 (per un totale di giorni 6), mediante l’esposizione di un cartellone pubblicitario di dimensioni 530 x 280 cm, posto su un “camion a vela”» e che «dalla proposta di fattura, allegata alla segnalazione dell’Agenzia della Accise Dogane Monopoli, si rileva che il costo totale della prestazione è pari a euro 1013,60 (imponibile euro 830,00, IVA euro 182,06)».

Nel procedimento le parti avevano facoltà di avvalersi dell’istituto del pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 della legge n. 689/81. In particolare, nel caso di specie, il pagamento in misura ridotta è ammesso, per ciascun soggetto, nella misura pari ad un terzo dell’importo della sanzione da infliggersi in applicazione dei criteri tabellari, vale a dire euro 50.000,00 (cinquantamila/00) posto che il 20% del valore della pubblicità (pari a euro 1.012,60, di cui: imponibile euro 830,00 e IVA euro 182,06) è inferiore al predetto presidio sanzionatorio previsto dalla norma come minimo edittale da irrogare a fronte di una accertata violazione.

Le società hanno inteso avvalersi della facoltà, prevista dall’art. 16 della legge n. 689/81 e richiamata nell’atto di contestazione, di concludere il procedimento senza mettere in discussione la fondatezza dell’accertamento e pagando, ciascuna, una sanzione la cui entità è predeterminata dalla legge e in particolare: L’agenzia pubblicitaria – dopo aver esercitato il diritto di difesa, mediante accesso agli atti del procedimento – ha trasmesso, in data 16 maggio 2022 copia della ricevuta del bonifico bancario, effettuato in pari data, in favore della Tesoreria provinciale dello Stato di Roma, attestante il pagamento della sanzione in misura ridotta pari a euro 16.667; la società (…) – dopo aver esercitato il diritto di difesa, mediante accesso agli atti del procedimento e presentato le proprie memorie difensive in data 12 aprile 2022 – ha trasmesso, in data 18 maggio 2022 copia della ricevuta del bonifico bancario, effettuato in data 12 maggio 2022, in favore della Tesoreria provinciale dello Stato di Roma, attestante il pagamento della sanzione in misura ridotta pari a euro 16.667 con riferimento alla suindicata violazione.

Il procedimento all’AGCOM è stato quindi chiuso.

Vincenzo Giuffrè (Avvocato DLA Piper): “Decisione di rilievo perchè non c’erano state finora delle sanzioni per il divieto di pubblicità del gioco dovuta ad una cartellonistica pubblicitaria”

“La decisione è di rilievo – commenta l’avvocato Vincenzo Giuffré su Diritto al Digitale – “perchè non c’erano state finora delle sanzioni per il divieto di pubblicità del gioco dovuta ad una cartellonistica pubblicitaria. In precedenza, AgCom si era concentrata principalmente sulla pubblicità online su Internet.

Inoltre, nel caso di specie, AgCom ha optato per sanzionare sia:

  • il “titolare del mezzo di comunicazione o di destinazione” che, secondo le Linee Guida sul divieto di pubblicità del gioco, è il “titolare dei diritti di proprietà o il soggetto che ha la possibilità di influenzare il contenuto o la diffusione del messaggio pubblicitario” e nel caso particolare era la società che gestiva la cartellonistica pubblicitaria; e
  • il “committente del servizio pubblicitario” che, secondo le Linee guida italiane sul divieto di pubblicità del gioco, è “il professionista che stipula un contratto pubblicitario per la promozione dei propri beni e servizi” e quindi in questo caso il gestore della sala VLT.

Tale posizione diverge da quanto avvenuto in una precedente decisione dove AgCom non aveva sanzionato il sito Internet di gambling che era promozionato.  Tuttavia, questa decisione poteva essere dovuta al fatto che si trattava di un operatore di gioco d’azzardo non autorizzato e situato all’estero. È vero che le Linee guida italiane sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo limitano l’ambito di applicazione della suddetta disposizione a:

  1. alle società con sede legale in Italia, anche con sedi secondarie in Italia;
  2. operatori autorizzati a offrire servizi di gioco in Italia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, se situati all’estero; e
  3. società autorizzate a fornire servizi media e audiovisivi in Italia, se situate all’estero.

Tuttavia, come principio generale, le Linee guida italiane sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sono di mero supporto interpretativo e, in caso di contrasto con le disposizioni del Decreto Dignità, prevarrà quest’ultimo. Pertanto, questa limitazione dell’ambito di applicazione del divieto di pubblicità del gioco potrebbe essere contestata.

Ulteriore punto di riflessione che emerge dalla decisione riguarda il calcolo della sanzione. AgCom ha infatti emesso un’unica multa di 50.000 euro di cui sono responsabili solidalmente il proprietario del mezzo di comunicazione e il committente del servizio pubblicitario, anche se l’annuncio è stato pubblicato per più di un giorno. Anche in questo caso, si tratta di una posizione diversa da quella adottata in precedenti decisioni quando AgCom aveva comminato una multa di 100.000 euro per la violazione del divieto di pubblicità del gioco in quanto l’annuncio era stato esposto per due giorni, considerati come due violazioni distinte alle quali era stata applicata la multa minima di 50.000 euro.

Quali sono i principali elementi della decisione di AgCom che possono essere rilevanti per le future contestazioni?

Alla luce di quanto sopra indicato, possiamo evidenziare che:

  1. l’esistenza di un accordo pubblicitario che prevede un corrispettivo comporta di per sé all’assunzione di responsabilità da parte di soggetti diversi, ma solo e nella misura in cui l’AgCom può essere competente;
  2. il metodo di calcolo delle potenziali sanzioni per violazione del divieto di pubblicità del gioco è contraddittorio e può sollevare diversi motivi di ricorso;
  3. i poteri di indagine adottati negli ultimi mesi da AgCom fanno quasi sempre seguito a segnalazioni ricevute da soggetti concorrenti.

La questione è piuttosto rilevante in quanto la decisione potrebbe ulteriori indicazioni agli operatori in merito alla portata del divieto.”

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