Della singolare vicenda se ne era già parlato qualche mese fa: una signora di Campobasso istituisce un conto di gioco su portale di un concessionario del gioco a distanza e lo alimenta non solo con qualche vincita, ma anche con provvista ulteriore, quindi di tasca propria.

Al momento di chiederne la liquidazione, il concessionario diventa insolvente ed allora, a seguito dell’ottenimento di decreto ingiuntivo esecutivo, si scopre che non c’è nulla da pignorargli ed ecco che, quindi, si chiede ad ADM di disporre la escussione della fideiussione che il concessionario deve avere obbligatoriamente rilasciato. A questo punto la sgradita e clamorosa sorpresa: la banca riferisce che la fideiussione non c’è.

Si invita ADM a surrogarsi al debitore e pagare al suo posto, ma nulla di fatto. Si ottiene quindi un decreto ingiuntivo verso ADM, che però l’Avvocatura di Stato oppone, sostenendo che i rapporti tra concessionario e giocatori non interessano ad ADM, che non è tenuta a manlevare il concessionario inadempiente verso l’incolpevole ed inconsapevole giocatore.

La causa di opposizione a decreto ingiuntivo sarà chiamata in udienza il 12 luglio 2022.

Il difensore della creditrice, avv. Marco Ripamonti (nella foto), con Studio in Viterbo e Firenze, rende a Jamma la seguente precisazione:Confidiamo che il decreto ingiuntivo verrà confermato. Secondo me ADM dovrà restituire i denari costituenti il saldo del  conto di gioco, oltre spese di recupero ed interessi. Nelle nostre difese abbiamo ricordato la missione e le funzioni istituzionali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, contemplate nello Statuto istitutivo dell’Agenzia, segnatamente all’art.2, che prevedono che l’Agenzia eserciti il ruolo di presidio dello Stato nei settori dei giochi e dei tabacchi, garantendo non solo gli interessi dell’Erario attraverso la riscossione dei tributi, ma tutelando anche il cittadino attraverso il contrasto agli illeciti e gestendo il mercato attraverso concessioni e atti regolamentari. In ciò deve concorrere alla sicurezza e alla tutela dei cittadini“.

Lo stesso Statuto, all’art.3, prevede che ADM debba occuparsi di regolare e controllare il comparto del gioco in Italia, verificando costantemente gli adempimenti cui sono tenuti i concessionari e gli operatori del settore ed esercitando una azione di contrasto al gioco illegale. E’, pertanto, innegabile che ADM sia quell’organo pubblico preposto, tra le diverse funzioni, a garantire e tutelare i cittadini nei comparti del gioco lecito, controllando costantemente l’operato dei concessionari, anche e sopratutto riguardo a garanzie e solvibilità. E se una fideiussione propedeutica al rilascio della concessione non è operante, perchè invalida o inesistente, è chiaro che sia l’Agenzia a doverne rispondere, in relazione agli artt.2043 e 2049 C.C.. Del resto a chi spettava verificarne ed accertarne la validità ed esistenza? La mia assistita si aspettava che l’Agenzia provvedesse spontaneamente al pagamento, ma  così purtroppo e sorprendentemente, non è stato”.

All’avv. Marco Ripamonti abbiamo chiesto un commento anche sulla nota e recente circolare in materia di gioco a distanza.

Così il professionista viterbese: “Mentre nel caso della fideiussione non operante ADM ha ritenuto di non doversi surrogare al concessionario inadempiente, nel caso della circolare in questione vi era, evidentemente –  mi si perdoni la battuta – l’idea di surrogarsi al Legislatore ed alla Magistratura. La circolare, infatti, pretende di fare riferimento ad un concetto di intermediazione, costituente la base del delitto di cui all’art.4 legge 401/89, che però non trova speculare riscontro, per quanto mi consti, nella Giurisprudenza che si sta formando in materia di PVR, dove anche recentemente, sopratutto in casi recentemente trattati in Sicilia, è stato escluso il reato e quindi l’intermediazione a fronte dell’utilizzo diretto, da parte dei clienti, di postazioni telematiche a libera navigazione installate nei PVR. Non si può negare che la giurisprudenza civile, circa la sanzionabilità amministrativa dei pc, possa spesso essere di diverso avviso (ma la questione è tutta da definire), ma la questione inerente il concetto penalistico di intermediazione è tutt’altra. La Circolare pretende, poi, di porre una serie di rilevanti oneri, con relative conseguenze, in capo ai concessionari. Ma tali adempienze, che al di là del divieto dell’intermediazione non trovano riscontro in concessione, sono in parte persino inattuabili sotto il profilo operativo e tecnico. Penso alla inibizione, di dubbia costituzionalità,  circa l’apertura di conti di gioco a congiunti vari dei titolari dei PVR ed alla geolocalizzazione dei clienti. Non ritengo neanche giuridicamente legittimo che il Concessionario debba rispondere incondizionatamente per eventuali manchevolezze del titolare di PVR. Mi risulta, peraltro, che la “circolare” non sia tra le fonti normative, trattandosi di atto perlopiù interno ad una amministrazione o ente. In sostanza non ha forza di legge.

Sul punto vale la pena richiamare la sentenza della Corte di Cassazione n. 237/2009 da cui emerge che le circolari non sono atti normativi (né tanto meno sono a essi assimilabili) e, pertanto, sono prive del potere di innovare l’ordinamento giuridico. Del resto, ciò ribatte  con l’insegnamento della dottrina rispetto alla gerarchia delle fonti, laddove si rileva che con la definizione di “circolare” più che designare un particolare tipo di atto, dalle funzioni o dal contenuto tipizzato, si individua una modalità di comunicazione di un qualcosa  all’interno di una certa struttura“.

L’avv. Ripamonti risponde anche sulla questione calciobalilla: “Andiamo al sodo. Se il problema del nulla osta relativo ad apparecchi quali il calciobalilla sia quello di evitare che possano, in qualche modo, realizzare situazioni di gioco d’azzardo, credo che si tratti di un falso problema. E’ noto che in Italia il gioco d’azzardo possa realizzarsi sotto l’egida di ADM con ben altri strumenti, sicuramente più sfidanti ed accattivanti. Se poi si possa ipotizzare che attraverso strumenti di gioco di tal genere possa comunque tenersi un gioco d’azzardo, credo ci si trovi al cospetto di una sorta di caccia alle streghe. Ricordo che il gioco d’azzardo è praticabile anche con un mazzo di carte. Anzi, anche con una sola carta, basta lanciarla in aria e vedere se cade sul dorso o sulla parte opposta. Ed allora perchè non omologare e richiedere il nulla osta anche per le carte? A mio avviso la procedura di omologazione e di ottenimento di nulla osta per i calcio balilla di nuova installazione (salvo poi estendere l’obbligo, scaduto il termine di “grazia”) anche per quelli già installati è una operazione particolarmente complessa perchè nessuno potrà mai certificare l’immodificabilità per un prodotto di tipo meccanico, quando già è assai difficile farlo per gli apparecchi elettronici. E’ fin troppo ovvio che l’apparecchio meccanico sia suscettibile di facili modifiche, si pensi alla sostituzione delle biglie in un biliardo o della miriade di possibili combinazione di giochi che potrei inventare proprio sui tale prodotto. Stessa cosa potrebbe valere per il calcio balilla. Ma ripeto, si tratta di un falso problema, se un cittadino vuole giocare d’azzardo ha ben altro, penso a gratta e vinci, slot e VLT. In definitiva, ritengo che l’imposizione di omologa e nulla osta costituiscano una penalizzazione eccessiva ed ingiustificata per gli addetti ai lavori del comparto“.

E sulla proroga delle concessioni per la raccolta terrestre di scommesse?

Così l’avv. Ripamonti:Il sistema rischia di avviarsi ad una nuova epoca di discriminazioni. Sono diverse le sentenze che di recente hanno già affermato che lo stesso sistema generato dalle regolarizzazioni per emersione, le cosidette sanatorie, è discriminatorio. Sistema che va avanti ormai dal 2015. Le Sentenze cui mi riferisco, quindi, che sono  andate molto avanti rispetto alle discriminazioni di cui ai bandi Bersani e Monti”.

E sul riordino del comparto?

Così l’avv.Ripamonti:E’ ormai necessario. Troppi paradossi e troppa stratificazione”.