La pubblicazione della determina dell’ADM con la quale viene applicata la norma che esclude gli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro dall’obbligo di verifica tecnica di confromità (e relative autorizzazioni) ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti operatori del comparto che da oggi dovranno quindi fare riferimento ad una legislazione mutata.

Ma come si è arrivati a questo risultato (al di là delle polemiche suscitate attraverso la protesta dei balneari sulla questione calciobalilla)?

Jamma se lo è fatto raccontare da Giorgio Bosa (nella foto), presidente di ANDIMEPA, Associazione Nazionale Distributori Meccanici Piccolo Amusement.

Dott. Bosa, torniamo indietro di un anno. Ci racconta come è iniziata questa avventura?

Come operatori del settore abbiamo deciso di costituirci, molto timidamente, nell’ottobre scorso, dopo la pubblicazione del decreto che imponeva nuovi obblighi agli apparecchi di piccola distribuzione. Avevamo infatti pensato di rivolgerci all’Agenza delle Dogane e dei Monopoli per avere chiarimenti e per manifestare le nostre perplessità sulle ultime disposizioni, ma ci era stato risposto che non essendo organizzazione di rappresentanza riconosciuta non potevano interloquire con noi.

Dopo la costituzione di ANDIMEPA, specifica per distributori meccanici e piccolo amusement, abbiamo deciso di aderire agli Stati Generali dell’Amusement.

Gli Stati Generali includono diverse rappresentanze, dall’intrattenimento alle sale giochi…

In effetti è così. Non nascondo che all’inizio avevano espresso qualche perplessità sulla opportunità o meno di mettere insieme diverse ‘anime’ per cercare di portare avanti questi discorsi. Ci siamo inseriti in punta di piedi esponendo le nostre problematiche. In questo contesto, e viste le perplessità mai celate di altri, abbiamo ritenuto ci fosse la necessità di muoverci anche autonomamente perchè si conoscessero le nostre difficoltà. Se si fa una associazione di categoria perché c’è un problema è necessario attivarsi per riuscire a farlo veramente. Ho ritenuto di informare gli Stati Generali di questa intenzione e non c’è stata contrarietà in tal senso.

Quindi le sue iniziative sono state anche ‘esterne’ e autonome rispetto alle altre rappresentanze?

E’ stato così. Ho fatto ricorso alle mie conoscenze e alla mia esperienza accumulata nel tempo e ho cominciato a muovermi per sensibilizzare Governo e politica. Da qui i contatti con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Finanze. L’ADM ci ha fatto sapere infatti che a loro spettava applicare una legge, non modificarla. Abbiamo capito di doverci muovere con dei parlamentari, visto che da soli non potevamo andare da nessuna parte. Non nascondo di aver trovato degli ottimi interlocutori nei collaboratori della segreteria del Sottosegretario al Mef Federico Freni.

Abbiamo fatto delle proposte, soprattutto quella di far emergere il sommerso.

Cosa intende esattamente?

Non è giusto che ci siano apparecchi installati da imprenditori che non si possono dire tali. Penso ad una registrazione alla Camera di Commercio, ad una partita iva. Questi soggetti mettono a rischio le imprese di chi lavora nel rispetto delle regole. Non si può accettare che chiunque vuole compra dei distributori e li piazza sul mercato. Quello che è venuto fuori alla fine è quello che abbiamo ottenuto. Escludiamo tutti i meccanici dalle procedure di omologa (che senso ha certificare un bullone!).

Ora questi ‘flipperini meccanici’ saranno soggetti ad una imposta…

Esattamente. E’ una delle condizioni che ci sono state richieste. Ovviamente crediamo che debba essere una tassa ‘accettabile’, di entità proporzionata agli incassi medi di questi apparecchi. In questo modo il regolatore può verificare se la macchina è ‘censita’, con una data di inizio installazione, e di conseguenza il pagamento della tassa.

Quindi cosa dovranno fare a partire da oggi gli operatori?

Mi spiace ci soano stati nel tempo molti fraintendimenti. Oggi sappiamo chiramente cosa dobbiamo fare. Abbiamo avuto anche la conferma dall’ADM. Nel caso degli ‘apparecchi prendi-sempre’ questi sono considerati tecnicamente apparecchi 7 a e quindi dovranno essere omologati. Su questi stiamo ancora lavorando. Per i flipperini, i distributori con piano gioco (qualsiasi esso sia), non serve l’omologa e nessun tipo di certificazione. L’unico obbligo è quello di censirli attraverso la piattaforma di ADM. Non dovrà essere indicata l’ubicazione, ma solo la data di installazione. L’importo dell’imposta applicata non è ancora stato definito. Attendiamo disposizioni dal Ministero delle Finanze.

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