La prima Sezione della Corte d’Appello di Torino ha confermato le sanzioni per complessivi 61.000 euro a una sala slot per le violazioni di due norme della legge regionale del Piemonte in materia di contrasto al gioco d’azzardo.

La sala in questione era stata sanzionata dal Comune di Saluzzo per la violazione della norma in materia di distanze minime dai luoghi sensibili e per aver applicato vetrofanie che di fatto oscuravano le vetrine della sala giochi.

Con una articolata e dettagliata sentenza la Prima Sezione Civile della Corte d’Appello ha respinto tutti i motivi di opposizione al giudizio del Tribunale di Torino che già nel 2021 aveva confermato le sanzioni in oggetto.

In linea con le precedenti pronunce il tribunale non ha riconosciuto l’effetto espulsivo lamentato dal ricorrente della norma che impone le distanze minime dai luoghi sensibili, così come il fatto che la legge regionale parrebbe in contrasto con i contenuti dell’accordo Stato Regioni del 2017 in materia di giochi.

Egualmente respinta l’opposizione secondo cui la legge regionale del 2016 ha poi subito una serie di modifiche e le norme ad oggi in vigore non giustificherebbero le sanzioni contestate.

Interessante la posizione del giudice sulla sanzione per la violazione della norma sull’oscuramento delle vetrine.

Il tribunale di primo grado ha spiegato che parte ricorrente sosteneva di avere provveduto all’oscuramento in conformità con il D.M. Finanze il quale aveva previsto, per i negozi di commercializzazione di prodotti di gioco pubblico, la necessità di una specifica area delimitata da pannelli volti ad assicurare l’oscuramento visivo; e ciò in contrasto con la norma regionale che vieta le forme di oscuramento al fine di favorire l’ingresso della luce naturale nelle sale da gioco onde rendere edotto il giocatore del passare del tempo. Questo premesso, il primo giudice ha osservato che, al di là della genericità della contestazione, anche in questo caso la ratio era quella di tutela della salute pubblica in una materia di potestà legislativa concorrente, come correttamente rilevato dal Comune.

L’appellante ha sostenuto, in contrario:

a) che, per effetto della recente L.R. n. 19/2021, il divieto di oscuramento delle vetrine è ora previsto, dall’art. 16, terzo comma, esclusivamente per le nuove aperture e non anche per le Sale Giochi preesistenti alla data del 15 luglio 2021: ha richiamato in merito le osservazioni relative alla possibilità di applicare in subiecta materia la lex mitior , secondo quanto esposto trattando del primo motivo;

b) che, in ogni caso, l’avvenuto oscuramento delle vetrine era imposto dalle pubbliche amministrazioni deputate al rilascio delle autorizzazioni, essendo la schermatura delle vetrine delle sale dedicate, in modo da impedirne la visione all’esterno, è previsto al fine di rendere effettivo il divieto di accesso dei minori alle sale VLT. Ha soggiunto di avere dedotto in proposito specifici capitoli di prova, non ammessi in primo grado, allo scopo di dimostrare la propria buona fede.

Per la Corte d’Appello il D.L. n. 39 del 28 aprile 2009, art. 12 , primo comma, lett. L, stabilisce che, al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009, il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto può attuare la concreta sperimentazione e l’avvio a regime di sistemi di gioco costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso videoterminali in ambienti dedicati, dalla generazione remota e casuale di combinazioni vincenti, anche numeriche, nonché’ dalla restituzione di vincite ciclicamente non inferiori all’ottantacinque per cento delle somme giocate, definendo :

2) le caratteristiche degli ambienti dedicati, assicurando che i videoterminali siano collocati in ambienti destinati esclusivamente ad attività di gioco pubblico, nonché il rapporto tra loro superficie e numero di videoterminali;

Il Decreto direttoriale 22 gennaio 2010 del Min dell’economia e delle finanze, in vigore dal 9 febbraio 2010 , all art. 9 (ambienti dedicati) stabilisce che

1. Gli apparecchi videoterminali possono essere installati esclusivamente in: a. sale bingo di cui al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 31 gennaio 2000, n. 29, che abbiano uno spazio dedicato al gioco con gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del

T.U.L.P.S., in misura non superiore ad 1/3 della superficie attualmente adibita allo svolgimento del gioco del bingo;

b. agenzie per l’esercizio delle scommesse su eventi sportivi, diversi dalle corse dei cavalli, e su eventi non sportivi di c ui al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 1 marzo 2006, n. 111, la cui convenzione tipo è stata approvata con decreto direttoriale 2006/22503/Giochi/UD del 30 giugno 2006;

c. agenzie per l’esercizio delle scommesse a totalizzatore e a quota fissa sulle corse dei cavalli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, la cui convenzione tipo è stata approvata con decreto interdirettoriale 2006/16109 del 12 maggio 2006;

d. negozi di gioco di cui all’articolo 38, commi 2 e 4 del decreto -legge del 4 luglio 2006, n. 223, aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;

e. sale pubbliche da gioco allestite specificamente per lo svolgimento del gioco lecito prevedendo un’area separata per i giochi riservati ai minori;

f. esercizi dediti esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 del T.U.L.P.S.

5. Ai fini dell’esercizio della raccolta del gioco, nelle sale di cui al comma 1, costituisce requisito indispensabile il possesso, da parte dei titolari delle sale stesse, della licenza di cui all’articolo 88 del T.U.L.P.S.

La Circolare del Ministero dell’Economia e Finanza, prot. n. 2010/29581 , richiamata da parte appellante, prevede a sua volta che negli esercizi qualificabili come ambienti dedicati, ai sensi dell’articolo 9 del Decreto Direttoriale 22/01/2010, l’offerta di gioco mediante apparecchi VLT può essere associata allofferta di qualsiasi altra tipologia di gioco pubblico già autorizzata ; tuttavia, qualora vi sia offerta di gioco fruibile anche da parte dei minori, tale attività deve svolgersi in un’area separata secondo modalità che rendano possibile impedire l’ingresso e la permanenza ai minori nell’area di offerta di gioco riservata: in particolare, la separazione deve avvenire attraverso la creazione di specifica area delimitata da pannelli che assicurino il pieno isolamento anche visivo e da una porta d’ingresso, ai fini dell’effettivo rispetto del divieto di accesso ai minori.

Infine, il Decreto-legge n. 158/2012, all’ art. 7, comma 8, prevede che 8. Ferme restando in ogni caso le disposizioni di cui all’articolo 24, commi 20, 21 e 22, del decreto -legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, e’ vietato ai minori di anni diciotto l’ingresso nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro interne alle sale bingo, nonche’ nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati i videoterminali di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e nei

punti di vendita in cui si esercita come attività principale quella di scommesse su eventi sportivi, anche ippici , e non sportivi . La violazione del divieto e’ punita ai sensi dell’articolo 24, commi 21 e 22, del predetto decreto -legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011. Ai fini di cui al presente comma, il titolare dell’esercizio commerciale, del locale ovvero del

punto di offerta del gioco con vincite in denaro identifica i minori di età mediante richiesta di esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la giovane età sia manifesta. Il Ministero dell’economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, emana un decreto per la progressiva introduzione obbligatoria di

idonee soluzioni tecniche volte a bloccare automaticamente l’accesso dei minori ai giochi, nonché’ volte ad avvertire automaticamente il giocatore dei pericoli di dipendenza dal gioco.

Il v erbale di accertamento svolto dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Cuneo ha accertato, al momento del sopralluogo, la presenza di 13 apparecchi rientranti nella categoria degli apparecchi elettronici ex art. 110, comma 6, lett. a e lett. b TUL PS.

La compresenza di apparecchi ex art. 110, sesto comma, lett. a, fruibili anche da parte dei minori, e di apparecchi ex art. 110, sesto comma, lett. b, vietati invece ai minori, giustificò a suo tempo l’apposizione delle vetrofanie. Dalla comparsa di risposta del Comune in primo grado, infatti, non contestata dagli appellanti sul punto, risulta che la sala giochi venne aperta nel 2002 e nel 2011 ottenne dalla questura di Cuneo la licenza per l’esercizio del gioco lecito attraverso apparati videoterminali (VLT) da collocare negli stessi spazi già adibiti a sala giochi.

Peraltro, a seguito dell’entrata in vigore della L. R. n. 9/2016 che all’art. 5, terzo comma, stabilisce che le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 della legge decreto 773/1931 non devono essere oscurate con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall’esterno la precedente normativa statale richiamata dall’appellante non è più applicabile.

Si tratta di fenomeno di mera successione di leggi nel tempo in una materia che, rientrando nella potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni, con sente l’intervento del legislatore regionale.

Né gli amministratori della società appellante potrebbero invocare la propria buona fede: siccome la società ha come oggetto specifico l’attività di sala giochi (cfr. visura CCIAA prodotta dal Comune), essa era evidentemente tenuta a tenersi al corrente dei mutamenti intervenuti nella normativa di settore successivamente al rilascio delle autorizzazioni necessarie all’esercizio dell’attività di raccolta del gioco.

Articolo precedenteSì della Camera alla conversione in legge del decreto PNRR 2. Via libera a norma salva-calciobalilla e proroga concessioni scommesse
Articolo successivoLa legge di attuazione del PNRR pubblicata in Gazzetta Ufficiale: cosa prevede per gioco e scommesse