Comune di Roma sconfitto in Tribunale e condannato a pagare le spese legali per aver sanzionato il dipendente di un esercizio pubblico nel quale erano state installate slot senza diversificare l’offerta con apparecchi di puro intrattenimento, come previsto dalla normativa allora vigente. La multa era stata contestata al dipendente di un bar della Capitale nell’ambito di un controllo avvenuto nel 2017.

In seguito il dipendente ha presentato ricorso contro la sanzione rivolgendosi al Tribunale Civile di Roma, che ha ritenuto di annullare la multa e condannare il Comune capitolino a pagare le spese di giudizio. Secondo il Giudice a norma dell art. 3 della l. n. 689 d el 1981, è responsabile di una violazione amministrativa solo la persona fisica a cui è riferibile l’azione materiale o l’omissione che integra la violazione, sicché, qualora un illecito sia ascrivibile in astratto ad un imprenditore non possono essere automaticamente chiamati a risponderne i dipendenti, essendo indispensabile accertare che essi abbiano tenuto una condotta positiva o omissiva che abbia dato luogo all’infrazione, sia pure anche soltanto sotto il profilo del concorso morale o esclusivamente sul piano psichico. In definitiva, non sussiste una responsabilità solidale del dipendente incolpevole per le violazioni ascrivibili esclusivamente al datore di lavoro.