L’esercizio degli apparecchi da gioco (slot) all’interno di un bar non presenta il requisito dell’occasionalità trattandosi di attività esercitata abitualmente, pur se non in via esclusiva e senza rapporto di accessorietà rispetto all’attività principale.

E’ quanto ribadisce la Commissione Tributaria del Lazio confermando la sua linea in merito al rapporto tra le due attività all’interno di uno stesso esercizio.

Pertanto gli incassi, esenti ex art. 10 co. 5 d.P.R.633/72, derivanti dagli apparecchi installati nei locali adibiti all’attività di impresa di cui all’art. 110 co. 6 del TULPS, ovvero slot a vincita limitata, non sono esclusi dal calcolo della percentuale di detrazione come previsto in via generale dall’art. 19/bis co. 2 del d.P.R. 633/72 per le prestazioni che non formano oggetto dell’attività propria, e concorrono alla formazione del pro-rata con l’effetto di ridurre l’ammontare detraibile dell’Iva sugli acquisti.

L’accertamento notificato alla società riguardava la mancata considerazione della rettifica dell’Iva in base al calcolo del pro rata che riduceva la detraibilità dell’imposta in base alla percentuale dei ricavi esenti.