Spetta al Questore la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che attiene alla prevenzione dei reati, e quindi l’eventuale chiusura della sala giochi che non rispetta i limiti di apertura oraria fissati da ordinanza sindacale.

La Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, si è espressa nel merito del ricorso presentato dal titolare di una sala giochi sanzionata dal Comune di Verona disponendo la sospensione per sette giorni del funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro nella sala giochi gestita dalla società per non avere rispettato i limiti di orario disposti con ordinanza comunale del 15.2.2016.

Per la Corte di Cassazione “la competenza del Questore ha ad oggetto rilevanti aspetti di pubblica sicurezza, mentre quella del Sindaco concerne in senso lato gli interessi generali della comunità locale, con la conseguenza che le rispettive competenze operano su piani diversi, sono affidati a poteri pubblici diversi (l’amministrazione finanziaria per quanto riguarda l’aspetto concessorio; l’autorità di pubblica sicurezza – questore, per quanto riguarda l’aspetto autorizzatorio; l’autorità sindacale per quanto riguarda la salubrità dell’ambiente cittadino), che non confliggono tra loro proprio per le diverse finalità che essi perseguono e cui le rispettive competenze sono orientate. Spetta, quindi, in capo al Sindaco, ai sensi dell’art.50, comma 7 del D. Lgs 267/2000, il potere di disciplinare l’orario di apertura delle sale da gioco e di funzionamento degli apparecchi con vincite in danaro, con la precisazione che tale disciplina si riferisce all’aspetto della tutela della quiete pubblica e della salute pubblica, mentre spetta al Questore la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che attiene alla prevenzione dei reati. Ne consegue l’illegittimità dell’ordinanza ingiunzione del 19.7.2016 in quanto il Comune di Verona non aveva il potere di disporre la sanzione accessoria della sospensione per sette giorni del funzionamento degli apparecchi”.