“Sapevamo tutti che prima o poi sarebbe successo, ma è accaduto nel peggior modo che si potesse immaginare”, così Luigi Caputo, co-fondatore dell’Osservatorio Italiano Esports in una nota. 

“Le immagini dei pc e delle attrezzature gaming sottoposte a sequestro nelle sale LAN catapultano l’Italia in un imbarazzante ritardo storico rispetto al resto del mondo. 

Per due anni con l’Esports Legal Forum dell’Osservatorio Italiano Esports abbiamo denunciato la pericolosa carenza di norme per un settore che stava prendendo il volo. 

A questo link l’ultimo Manifesto Legale degli Esports 2021, in cui avevamo comunicato le mancanze normative a cui bisognava porre rimedio in tempi brevi.

I nostri appelli purtroppo sono rimasti inascoltati. Nell’esposto e nell’interpello presentati, infatti, non si parla solo delle sale LAN, ma anche dei premi dei tornei Esports e delle licenze dei software. Tutti vulnus evidenti, che sono esplosi ora annichilendo e lasciando attoniti gli operatori del sistema. 

Come OIES abbiamo voluto attendere, leggere tutta la documentazione e approfondire i fatti. 

Il problema è grande ed è chiaro che non si risolverà nel breve tempo. 

Per questo, come nello stile dell’Osservatorio fin dalla sua nascita, ci faremo promotori di un’azione aggregante di tutti gli attori coinvolti. Questo è il vero momento di fare fronte comune. Non a proclami, ma nel concreto. 

Formeremo un gruppo di lavoro permanente con gli operatori toccati da questa vicenda.

Per supportare le eventuali iniziative delle istituzioni competenti che auspichiamo vengano avviate, nei prossimi giorni organizzeremo tavoli ed eventi, per far emergere le istanze da risolvere. Con i membri OIES porteremo le risposte che negli ultimi giorni sono mancate. 

Partiamo però subito con l’aprire una call per tutti coloro, anche esterni al network dell’OIES, che vogliono portare contributi positivi e soluzioni. C’è spazio per tutti: dalle competenze legali a quelle impreditoriali e procedurali”, conclude Caputo.