I calciobalilla, i ping pong e ogni altro apparecchio senza vincita in denaro funzionante gratuitamente è soggetto all’imposta sugli intrattenimenti? E’ il senso della instanza di consulenza giuridica inviata all’Agenzia delle Entrate, come forma similare all’interpello, inerente apparecchi da gioco senza vincita in denaro soggetti al pagamento dell’Imposta sugli intrattenimenti (ISI) funzionanti gratuitamente anche dopo l’entrata in vigore Decreto 18 maggio 2021.

La richiesta, di cui Jamma è in grado di riferire, fatta a nome e per conto di oratori e circoli del terzo settore, riguarda tutti gli apparecchi, soprattutto i meccanici, che prima erano esentati dal versamento dell’imposta ISI, in quanto ad uso gratuito.

Si tratta degli stessi apparecchi per i quali è stata prevista la ‘riapertura dei termini’ di 15 giorni per adempiere agli obblighi in questione. Tempi in ogni caso ritenuti inadeguati.

Il fatto di dover censire anche gli apparecchi a uso gratuto si ritiene, da parte di chi ha promosso l’iniziativa, essere in contrasto con la norma del pagamento dell’imposta sui trattenimenti (ISI – D.P.R. 26-10-1972 n. 640, Articoli 14-bis, 14-ter, 14-quater, 14-quinquies e 15) D. Dirett. 7 agosto 2003 che comporta – come già ampiamente segnalato anche da questa testata in altra occasione – l’assolvimento dell’imposta: “Il pagamento è effettuato dal soggetto passivo d’imposta in unica soluzione, secondo le modalità previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 luglio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2003, entro il giorno 16 del mese, ovvero entro il giorno 16 del mese successivo a quello di prima istallazione in ragione della frazione di anno residua” (i soggetti passivi d’imposta sono quelli già definiti nell’articolo 1, comma 2, del decreto direttoriale 22 marzo 2004).

La sintesi del quesito richiesto è il seguente: come sia possibile pagare una tassa equivalente l’8% dell’imponibile medio forfettario oltre al limite l’IVA forfettaria di un gioco il cui accesso da parte dei giocatori è gratuito, ovvero senza che si realizzi l’imponibile forfettario?

Non si comprende infatti come non si sia ancora giunti a dei chiarimenti sul discorso fiscale, dove per installare un calciobalilla, ora comma 7 c-bis o 7 c – ter del 110 TULPS lo si debba pagare come ex AM3 , come da un Decreto 18 maggio 2021, con riferimenti di diversa tipologia di giochi e apparecchi.

Sulla assurdità di alcune disposizioni, valide per i calciobalilla, i videogiochi, i flipper e ogni altro apparecchio di puro intrattenimento (anche a titolo gratuito) è stata presentata anche una interrogazione parlamentare, a firma della senatrice Paola Binetti.

Va ricordato infine che tramite un accordo con il CONI, ADM ha escluso dalla certificazione e dal pagamento dell’ISI il 15% di giochi per uso sportivo dalle federazioni associate al CONI come da  Circolare n.21 – Attuazione del Protocollo d’intesa fra ADM e CONI in materia di applicazione della normativa sugli apparecchi utilizzati dalle Federazioni sportive.

Come ribadito dalla Circolare ADM del 19 maggio scorso : “ Il pagamento dell’imposta, vista anche la base imponibile forfetaria, è collegato alla mera utilizzazione dell’apparecchio posto in esercizio in luoghi aperti al pubblico ed è, pertanto, dovuto anche per la messa a disposizione a titolo gratuito in locali aperti al pubblico degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 7, del TULPS“ .

Secondo i promotori della richiesta all’Agenzia delle Entrate permane quidi l‘ incertezza applicativa della tassazione ISI, per cui si richiede un supplemento di attenzione da parte dell’Agenzia al fine di consolidare in via definitiva il quadro ed accompagnare le associazioni di Terzo settore e non solo al corretto adempimento delle disposizioni.

Sempre la redazione ha notizia che tale richiesta di consulenza giuridica all’AdE sia stata traformata anche in segnalazione alla Commissione Europea ( FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE) , dove ne è già presente una precedente del 18 maggio 2021 sulla non applicabilità ai giochi senza vincita in denaro amusement non avendo lo stato italiano per tramite ADM applicato ai medesimi giochi comma 7 del 110 TULPS la Direttiva Servizi 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, vista la risposta della Commissione Europea ha dato all’interrogazione che chiedeva di confermare “l’interpretazione secondo cui, a seguito dell’approvazione del progetto di decreto italiano, la direttiva 2006/123/CE escluderebbe dal proprio campo d’applicazione il settore dei giochi da intrattenimento senza vincita in denaro”… (Risposta del 3 giugno 2021 del Commissario Thierry Breton a nome della Commissione europea).

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