Eugenio Bernardi (nella foto in basso), consulente per il gaming e già operatore del settore, ha firmato una petizione al Parlamento Europeo in cui sostiene che le norme che introducono una serie di disposizioni per la gestione e la produzione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro violino le direttive europee.

“Il firmatario ritiene che un decreto del maggio 2021 abbia introdotto una sconsiderata equiparazione tra i giochi di puro intrattenimento nei locali pubblici e quelli che riguardano l’azzardo vero e proprio, e questo rappresenterebbe un limite e un’incongruenza rispetto alle norme dell’UE sulla libertà di stabilimento e la libera circolazione delle merci nonché della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”, si legge nel testo della petizione. “Sottolinea che con la nuova norma vengono sottoposti a certificazione onerosa giochi come calciobalilla, carambole, biliardi, flipper, freccette e dondolanti per bambini senza vincita in denaro, come se si trattasse apparecchi con vincita in denaro, ovvero macchine per giochi a premi (AWP), slot machine o videolotterie (VLT).

Spiega quindi che l’Agenzia italiana delle dogane e dei monopoli (ADM) ha proceduto alla riorganizzazione del regime dei giochi senza vincita in denaro applicando norme equivalenti a quelle degli apparecchi con vincite in denaro e introducendo nuove norme tecniche per la produzione, l’importazione, la verifica e la gestione. Insiste dicendo che è previsto che tali giochi, destinati a luoghi pubblici, debbano essere dotati di una certificazione rilasciata da un ente certificatore e del relativo nullaosta per la messa in distribuzione, ma non sono ancora state attivate né le procedure né le piattaforme telematiche che consentono di attivare la procedura di omologazione, rendendo impossibile quindi agli esercenti di regolarizzare la loro posizione, oltre ad un aggravio importante dei loro costi di gestione. Il firmatario afferma che il decreto è in contrasto con la direttiva 2006/123/CE (c.d. “direttiva servizi” o “direttiva Bolkestein”), così come recepita dal legislatore, che conferma che tra i servizi esclusi dall’applicazione del decreto risultano esclusivamente il gioco d’azzardo e di fortuna comprese le lotterie, le scommesse e le attività delle case da gioco (intendendosi qui per “gioco d’azzardo” i servizi di gioco con distribuzione di vincite in denaro). Afferma con forza che la determinazione direttoriale prot. n. 151294 del 18 maggio 2021 dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e le successive determinazioni del 1° giugno e del 16 dicembre 2021, oltre alle relative circolari, creano ostacoli per l’importazione e la libera circolazione degli apparecchi da intrattenimento nel territorio dell’Unione Europea, con la conseguente mancata possibilità di introduzione in Italia di apparecchi acquistati in altri Stati del mercato unico”.

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