Con una lettera inviata anche al Mef Eugenio Bernardi (nella foto), consulente su questioni legate ai giochi pubblici, chiede di sapere se gli aspetti inerenti gli apparecchi Comma 7 siano o meno di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Tutto ha origine da una domanda pubblicata nella sezione Faq dell’ADM: “L’Agenzia è competente per i giochi con premi senza vincita in denaro?“, a cui ADM ha risposto testualmente: “No, l’Agenzia non è competente se non c’è vincita di premi in denaro“.

Bernardi chiede quindi perchè la stessa Amministrazione abbia emanato il Decreto 18 maggio 2021, se “non sono competenti sulla materia dei giochi senza vincita in denaro quali appunto gli apparecchi comma 7 del 110 TULPS”.

A tale proposito ricorda la risposta che il Commissario Europeo Thierry Breton ha dato all’interrogazione – presentata dall’eurodeputata Rosanna Conte (Id) – sul Progetto di regole tecniche per apparecchi da gioco senza vincite in denaro.

Nell’interrogazione, l’On.Conte ricordava che “il 16 febbraio 2021 l’Italia ha notificato alla Commissione europea un progetto di regole tecniche in relazione agli apparecchi da gioco senza vincite in denaro. Il provvedimento definirà le caratteristiche delle singole tipologie di apparecchio, indicandone le modalità di funzionamento, i requisiti minimi, la documentazione tecnico-amministrativa necessaria, i meccanismi di gioco e le regole di certificazione“.

Il progetto di decreto, una volta entrato in vigore, secondo Bernardi “sottoporrebbe i giochi senza vincita in denaro al medesimo regime di monopolio cui sottostanno i giochi d’azzardo, equiparando di fatto le due tipologie di gioco. La direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno esclude dal proprio campo d’applicazione ‘le attività di azzardo che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna, comprese le lotterie, i giochi d’azzardo nei casinò e le scommesse’ , ricomprendendo invece il gioco senza vincita in denaro“.

L’eurodeputata chiedeva dunque di confermare “l’interpretazione secondo cui, a seguito dell’approvazione del progetto di decreto italiano, la direttiva 2006/123/CE escluderebbe dal proprio campo d’applicazione il settore dei giochi da intrattenimento senza vincita in denaro“.