Tutto è bene quel che finisce bene. O almeno così si dovrebbe dire, ma non in questo caso. All’indomani della entrata in vigore della norma che dovrebbe riportare un po’ di tranquillità tra le imprese del comparto dell’apparecchio da intrattenimento senza vincita in denaro gli animi sono tutt’altro che sereni.

Gli interrogativi su come vedrà redatto l’elenco degli apparecchi esentati dalle operazioni di omologa e dalle procedure di certificazione provocano più di qualche malumore tra gli imprenditori, alcuni dei quali fortemente insoddisfatti di come sia stato gestito fino ad ora il rapporto con l’Amministrazione dei Monopoli di Stato. Che ci fossero degli attriti e una diversità di vedute, era cosa abbastanza nota, ma oggi l’insoddisfazione risulta palese.

Il paradosso infatti sta nel fatto che dopo le tante difficoltà affrontate per poter arrivare al rilascio dele omologhe sulla base delle disposizioni previste dalla normativa (certificata immodificabilità degli apparecchi in modo che non possano essere utilizzati per il gioco d’azzardo), le stesse aziende non possono fare altro che registrare un nuovo blocco delle vendite.

La ragione starebbe proprio nella annunciata pubblicazione del famoso elenco previsto dalla Legge di attuazione del PNRR, che consentirebbe di commercializzare e installare apparecchi non certificati. Come a dire che chi ha speso soldi ed energie per mettersi in regola il prima possibile ha solo perso tempo (e non solo quello). Nessuno renderà indietro i soldi spesi per l’autocertificazione di apparecchi (come nel caso del calciobalilla) che saranno presto liberi da questi obblighi.

Nel frattempo, sarà trascorso un altro mese, il primo dell’estate e a pochi giorni dall’inizio delle vacanze ferragostane. Sappiamo bene che il mercato si può dire bloccato almeno fino alla prossima primavera e il riavvio delle attività stagionali.

Lo sconforto si somma al pessimismo di quanti non credono che l’elenco degli apparecchi esentati dalle omologhe possa risolvere la situazione per tutti quegli apparecchi di cui da mesi si sta discutendo, come le ticket redemption e flipperini o i prendi-sempre. Nomi di apparecchi che ai più non dicono niente, ma che per molte attività di noleggio restano fondamentali per far quadrare i conti e che norme assurde (lo abbiamo visto) e malfatte hanno fatto finire a macerare in qualche magazzino.

“Siamo delusi di come siano andate le cose”, ci dice un imprenditore del settore. “Abbiamo dovuto ritirare dal mercato innocui apparecchi per bambini che non avrebbero fatto male a nessuno e sostituirli con altri più costosi. Ma di questo non ha parlato nessuno. Non ne hanno parlato le associazioni che dicono di rappresentarci, non ne ha parlato la politica e nemmeno l’ADM che invece si è preoccupata di rispondere agli attacchi dei balneari per la questione dei calciobalilla. Nessuno parla di come siano lievitati i costi di gestione di tutti quegli apparecchi che distribuiscono palline e con i quali giocano a volte i bambini. Molto meglio parlare di un calciobalilla che da 20 anni è all’interno di uno stabilimento balneare. Dovremo rassegnarci a questa indifferenza”, aggiunge.

“Siamo arrabbiati, per mesi abbiamo cercato di spiegare che non si può garantire l’immodificabilità di un calciobalilla e non ci ha ascoltato nessuno. Oggi rischiamo di non poter dire la nostra nemmeno sul tipo di apparecchio che verrà inserito nel famoso elenco che dovrebbe arrivare a giorni. Evidentemente come imprenditori non interessiamo a nessuno”, prosegue.

“L’iniziativa che ha portato alla modifica della norma e che oggi sappiamo essere stata sostenuta dal Regolatore (come da dichiarazione del direttore Minenna in Senato, ndr) potrebbe essere un autogol. Avremmo voluto dire la nostra sulle macchine che, come i calciobalilla, non devono essere omologate perché nulla hanno a che fare con l’azzardo. E invece ancora una volta non ci stanno ascoltando”, conclude.

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