Proseguono i lavori del Tavolo tecnico promosso alcuni mesi da associazioni degli operatori dell’apparecchio da intrattenimento senza vincita in denaro e l’Aagenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso l’Ufficio ADI guidato dal dottor Antonio Giuliani.

Nelle scorse ore si è tenuta una nuova riunione a cui hanno partecipato operatori, esperti e funzionari dell’amministrazione. Come è noto nel giugno scorso alcuni eventi che hanno fatto seguito all’avvio di una serie di contestazioni a imprenditori degli esports e gli obblighi previsti per i detentori di calciobalilla e apparecchi automatici, avevano suscitato la reazione del mondo politico, nazionale ed europeo, e un intervento d’urgenza finalizzato alla risoluzione delle criticità emerse in quel contesto.

Diverse questioni, come la certificazione e le procedure di omologa per tutte le altre tipologie di apparecchi senza vincite in denaro restano questioni ancora aperte e irrisolte. Il lavoro del tavolo tecnico avviato già da tempo è finalizzato proprio a semplificare le procedure in una ottica di razionalizzazione degli interventi. Tra le proposte avanzate dagli operatori c’è quella di optare per una autocertificazione, ovviamente nel rispetto di precisi criteri, degli apparecchi come garanzia della loro immodificabilià e impossibilità ch evengano utilizzati per l’azzardo.

Non meno importante la questione delle ticket redemption e la scadenza per le omologhe prevista per fine anno. A quanto si sa infatti le operazioni vanno molto a rilento, come per altro previsto dagli operatori.

Proprio in questi giorni il Parlamento Europeo, proprio su esport e videogiochi, ha votato una risoluzione. Il Parlamento europeo chiede lo sviluppo di una strategia europea coerente per i videogiochi a lungo termine, che dovrebbe avvantaggiare tutti gli attori coinvolti in modo equo e adeguato, tenendo conto degli eSport e dell’attuale dipendenza dalle importazioni e basandosi sulle strategie nazionali esistenti al fine di sostenere attori dell’UE e start-up dell’UE in questi settori; il Parlamento europeo ritiene che, a causa della natura senza confini della disciplina, l’Unione europea sia il livello appropriato per affrontare le sfide degli eSport; il Parlamento europeo chiede alla Commissione di studiare la possibilità di creare linee guida coerenti e complete in merito allo status dei giocatori professionisti di eSport; il Parlamento europeo invita gli Stati membri e la Commissione a prendere in considerazione la creazione di un visto per il personale di eSport basato sui visti culturali e sportivi Schengen, applicabile a tutto il personale coinvolto nella corsa e nella partecipazione a competizioni di eSport, e a prendere in considerazione misure per facilitare i visti procedure per consentire ai lavoratori di videogiochi di venire nell’UE; considerando che va riconosciuto anche il valore innovativo del settore, così come il suo valore aggiunto culturale; che questi ecosistemi mancano ancora dei dati, delle definizioni e dei quadri giuridici armonizzati necessari per consentire loro di sfruttare appieno il loro potenziale; considerando che i videogiochi e gli eSport utilizzano tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale e hanno avviato la creazione di spazi virtuali alternativi come i metaversi; considerando che la definizione [di eSport] comprende un elemento umano (i giocatori), un elemento digitale (i giochi stessi) e un elemento competitivo; che gli eSport differiscono dagli sport in quanto sono digitali per definizione; considerando che gli eSport sono un fenomeno guidato essenzialmente da soggetti privati, con i diritti di proprietà intellettuale che appartengono all’editore del gioco e i diritti di concorrenza all’editore del gioco o concordati contratto per contratto; il Parlamento europeo ritiene che gli eSport e lo sport siano settori diversi, anche perché i videogiochi utilizzati per i giochi competitivi o gli eSport sono giocati in un ambiente digitale e appartengono a soggetti privati ​​che godono del pieno controllo legale e di tutti i diritti esclusivi e illimitati sui videogiochi loro stessi; ritiene, tuttavia, che entrambi i settori possano integrarsi e imparare gli uni dagli altri e promuovere valori e competenze positivi simili, come il fair play, la non discriminazione, il lavoro di squadra, la leadership, la solidarietà, l’integrità, l’antirazzismo, l’inclusione sociale e l’uguaglianza di genere; il Parlamento europeo riconosce la necessità di salvaguardare gli eSport da problemi di partite truccate, gioco d’azzardo illegale e miglioramento delle prestazioni, compreso il doping; sottolinea la necessità di prevenire il doping e le partite truccate nei giochi professionali e di educare i giocatori su tali questioni, nonché di proteggere l’integrità delle competizioni; il Parlamento europeo invita la Commissione a esplorare le sinergie tra il settore dei videogiochi e la sua strategia di innovazione, in particolare nel contesto della ricerca sul metaverso e tenendo presente la protezione della privacy dei dati e le sfide della cybersecurity, senza perdere di vista il fenomeno degli eSports; il Parlamento europeo invita la Commissione a sviluppare una carta per promuovere i valori europei nelle competizioni di eSport, in collaborazione con editori, organizzazioni di squadre, club e organizzatori di tornei; il Parlamento europeo sottolinea che i videogiochi e gli eSport hanno un duplice ruolo da svolgere nella transizione verde, sia come industria che deve lavorare per diventare più rispettosa dell’ambiente, sia come mezzo per aumentare la consapevolezza delle questioni climatiche e ambientali tra i giocatori di videogiochi; il Parlamento europeo sottolinea l’importante ruolo che le città e le regioni possono svolgere nel fornire accesso a infrastrutture in grado di ospitare eventi di eSport o facilitare l’accesso ai videogiochi per tutti.

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