“Come ormai è a tutti noto dopo l’ultima determina del 5 luglio u.s. (che recepiva precipitosamente la modifica di legge 29 giugno 2022, n. 79 articolo 18-ter, comma 2) tutti i patemi d’animo e tutte le difficoltà per autocertificare o certificare alcune tipologie di apparecchi da intrattenimento meccanici ed elettromeccanici è svanita di colpo. Ciò nonostante restano ancora molti dubbi e non poche difficoltà a certificare gli apparecchi che distribuiscono i tickets, le così dette redemption ( ovvero le comma 7 c-bis e 7 c – ter , così come per i noti comma 7/c e comma 7/a del 110 TULPS). Resta al palo anche il problema degli eSport, che si vorrebbe assoggettare alle certificazioni degli enti come videogiochi comma 7 /c del noto 110 TULPS”. E’ quanto scrive Eugenio Bernardi, già imprenditore del comparto dell’apparecchio da intrattenimento e consulente.

“Nel periodo di maggior confusione, curioso di andare a fondo sui vari problemi e psicodrammi delle autocertificazioni di tutto il vecchio parco apparecchi meccanici ed elettromeccanici i noti ex AM1, AM2, AM3, AM4, AM5 E AM6), decisi di chiedere ad ADM (era il lontano 19 maggio) su quanto era stato fatto fino ad allora fra autocertificazioni e certificazioni. Richiesta che è costata una cifra esosa per potervi accedere (che ora metto a disposizione di un settore poco curioso, scarsamente informato e spesso supino, ahimè, alle decisioni politico/amministrative). Ora visto che dopo tanto tempo il 1° settembre scorso vi è stata l’ennesima riunione fra ADM e gli Stati generali dell’amusement, da cui è emerso davvero poco (solo qualche dato incerto che mal si concilia con i dati a me forniti), voglio evidenziare che fonti attendibili riferiscono di 9.879 apparecchi redemption censiti dall’Adm. Purtroppo, tale dato non risulta evidente nei dati forniti essendo i medesimi 7 c – bis 5 mescolati con flipper, freccette o darts. Messi tutti insieme sembrano essere oltre 34mila (tra di loro potrebbero esserci anche calciobalilla e carambole, i 7 c – bis 1, che sono oltre 23mila).

Per maggior comprensione allego ulteriore tabella richiesta successivamente alle prime fornite (questa volta ottenuta gratuitamente) per specificare meglio le categorie che si trovavano nelle autocertificazioni e che ho ricomposto coi dati sopra, dove ADM ha così specificato:

CATEGORIA

RIFERIMENTO NORMATIVO

CATEGORIA

SOTTOCATEGORIA

DESCRIZIONE SOTTOCATEGORIA *

RIFERIMENTO NORMATIVO

SOTTOCATEGORIA

NOE da autocertificazione

di cui RFID consegnati

Comma 7 a)

Art. 2 comma 1 lett. d)

7a

 

Art. 2 comma 1 lett. d)

1392

883

Comma 7 c)

Art. 2 comma 1 lett. e)

7c

 

Art. 2 comma 1 lett. e)

5095

3278

Comma 7 c)

Art. 2 comma 1 lett. e)

7c-1

Grande simulatore

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 5

186

124

Comma 7 c-bis)

Art. 2 comma 1 lett. f)

7c-bis-1

Apparecchi meccanici

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 2

23095

16243

   

7c-bis-2

Biliardo

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 4

2926

1884

   

7c-bis-3

Apparecchi mobili

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 3

8561

6967

   

7c-bis-4

Riproduttore audio e/o video

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 6

251

143

   

7c-bis-5

Apparecchi elettromeccanici

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 1

34304

24914

   

7c-bis-6

Ruspa

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 7

264

174

Comma 7 c-ter)

Art. 2 comma 1 lett. g)

7c-ter-1

Apparecchi meccanici

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 2

2184

1344

   

7c-ter-2

Grande simulatore

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 5

57

35

   

7c-ter-3

Biliardo

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 4

4386

2770

   

7c-ter-4

Riproduttore audio e/o video

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 6

35

17

   

7c-ter-5

Apparecchi elettromeccanici affittati a

tempo

Art. 2 comma 1 lett. h)

punto 1

700

388

Tornando ai dati e agli apparecchi dichiarati non si comprende bene se siano ricomprese le dichiarazioni fatte dopo la riapertura dei termini per i balneari (visto che si parlava di cifre un po’ superiori). Dalla somma dei soli 7 c – bis e 7 c-ter risultano censiti 76.763 giochi (di cui 58.879 con Rfid consegnato) oltre agli apparecchi ‘comma 7/a’ n. 1.392 (gru o pesca) e 7/c n. 5.095 (videogiochi). Anche in questo caso non si comprende se siano compresi quelli ante 2003 e anche quelli post 2003 come potremmo pensare. Costo stimato di spesa per i soli comma 7 c-bis e 7 c-ter dei NOE e Rfid 767mila euro circa. Sorvolando sul numero di Nulla Osta Distribuzione richiesti e consegnati per i nuovi prodotti (poco più di 3mila pezzi e poco meno di 3mila consegnati, circa il 30% per i meccanici).

Costo stimato di spesa per i soli comma 7 c-bis dei NOD (ora inutili per una spesa di 45 euro cada uno) 68mila euro circa.

Veniamo ora alla domanda su quanti apparecchi al 31 luglio sono stati certificati.

Se si escludono gli apparecchi comma 7/a e 7/c, sono state eseguite un totale di 95 certificazioni inutili, salvo che in mezzo a quei numeri ci siano delle tickets redemption che non è specificato ma parrebbero quelle inserite nella riga 7 c-bis 5. Costo stimato di spesa per i soli comma 7 c-bis e 7 c-ter delle certificazioni (ora inutili per una media di 2mila euro cadauna) 190mila euro circa. Questo vorrebbe dire un totale di circa 1 milione di euro che le aziende del settore hanno buttato al vento. A dire il vero – prosegue Bernardi – prima richiesta dei dati in questione la feci nel gennaio 2022, e riguardava i pagamenti ISI per gli anni 2019, 2020 e 2021 di tutti gli apparecchi in uso in quegli anni. Quei dati consentivano di calcolare quanta tassazione ISI era stata incamerata dall’Erario negli anni 2018, 2019, 2020 e 2021 per i meccanici ed elettromeccanici e anni 2018 e 2019 per i commi 7/a e 7/c. Nel 2019 l’ISI versata per oltre 67mila apparecchi da intrattenimento è stata pari a 15.996.000, per il 2020 è stata pari a 10.763.000, mentre per i 43.450 apparecchi del 2021 è stata pari a 7.390.4000 euro. Per i dati 2022 dovremmo aspettare la conclusione dell’anno, ovviamente.

La considerazione conclusiva può essere una sola: i politici che hanno voluto la modifica di legge nel lontano 2012, rispolverata nel 2020, e l’amministrazione che l’ha applicata non hanno sicuramente ottenuto il risultato desiderato. A questo punto non possiamo che sperare che l’Europa veda e provveda (dopo l’ultima risposta del Commissario Breton alle interrogazioni degli On. Zanni e On. Fidanza). Certamente i numeri sono cambiati e senz’altro sono emersi molti apparecchi meccanici o elettromeccanici che solitamente ruotavano come ricambio di magazzino, dichiarati ora perché la norma prevedeva il loro utilizzo solo se censiti.

Se da un lato potrebbe sembrare un successo, dall’altro ci si chiede se veramente ne sia valsa la pena. Il settore, infatti, è stato bloccato 14 mesi per far certificare le redemption (che a tutt’oggi risulta impresa assai ardua da attuare entro il 31/12/2022), è stato inoltre ‘redarguito’ perché non operava come da normativa quando poi, in quattro e quattr’otto, sono stati cancellati da tali disposizioni i giochi meccanici ed elettromeccanici che da sempre ne erano fuori. Restano ancora molti dubbi: sui giochi gratuiti, ad esempio, ADM vorrebbe si pagasse la nota tassa ISI su un imponibile forfettario che non viene prodotto. Vedremo se l’Agenzia delle Entrate e la Commissione Fiscalità a Bruxelles, che ha aperto una prima fase di indagine, potranno fare chiarezza visto anche che il Ministero dell’Economia e delle finanze non ha ancora aggiornato e precisato il Decreto atteso sui nuovi imponibili.

Lo Stato italiano era già stato sanzionato dalla Commissione Europea nell’ambito della procedura di infrazione 2005/5055 avviata a seguito di denunce secondo cui il quadro normativo italiano e la sua applicazione da parte delle autorità competenti creavano ostacoli all’importazione in Italia di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento che non distribuiscono premi in denaro.

La mia speranza è così di aver portato un po’ di chiarezza in più, da semplice curioso e forse da operatore ed esperto nostalgico, su un settore sicuramente maltrattato e trascurato a cui nemmeno le associazioni di categoria, in molti casi, sembrano tenere veramente”, conclude Bernardi.

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