Anno nuovo, governo nuovo, deleghe sul gioco in cerca di collocazione, settore ancora col fiato corto.

Facciamo il punto dopo l’ultima Determina a firma del Dott. Minenna, del 28 dicembre scorso, sulla validità delle autocertificazioni per giochi senza vincita tipo ticket redemption, che proroga la validità della autocertificazioni degli apparecchi tipo redemption inquadrati nei nuovi comma 7 c-bis e 7 c ter del 110 TULPS e che allinea la data ultima a quella dei gestori degli spettacoli viaggianti ricompresi nel settore dei giochi (di gestione del MEF e ADM) che ADM ha incluso ma sotto altra dipendenza ovvero del Ministero del turismo e dello spettacolo.

Si tratta di una determina sollecitata dalle associazioni in quanto le certificazione degli apparecchi redemption, come ampiamente previsto da tempo, non hanno modo di essere certificati nei tempi inizialmente previsti (entro il 31/12/2022), visto il grande numero e visti i parametri molto stringenti imposti per essere certificati, fra cui il divieto di utilizzo di rulli virtuali o di un dispositivo a rulli non consentiti dalla Determina 18 maggio 2021. A questo va aggiunto anche l’obbligo di consegnare il codice sorgente e il codice eseguibile da parte dei produttori e/o degli importatori.

A tale proposito, per gli apparecchi importati fuori UE, può accadere, come pare sia già accaduto, che tali codici o software vengano modificati dalla casa madre a causa di bug o altri piccoli errori, quindi successivamente gli apparecchi importati, pur identici nell’aspetto e nelle funzionalità di gioco potrebbero risultare avere un software leggermente diverso da quello depositato, incorrendo quindi in eventuali sanzioni e sequestri, se verificati successivamente, per incongruità con quello depositato agli enti certificatori ovvero ADM/SOGEI.

Risulta a questa redazione anche di alcune ‘bocciature’ in fase di certificazioni di apparecchi ticket redemption per il fatto che i congegni ‘rappresentano’ semplicemente delle ruote nello svolgimento del gioco (non rulli o rulli virtuali).

Questa testata ha potuto visionare il documento di risposta con il quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ottemperato alle richieste della Commissione Europea nel merito di una denuncia presentata nei mesi a proposito di queste regole tecniche.

Il regolatore, in quella occasione, spiegava alla Commissione che molti apparecchi senza vincita in denaro, in particolare quelli meccanici ed elettromeccanici in quanto non necessitanti di certificazione, si sono trasformati in veri e propri apparecchi per il gioco d’azzardo sia per le metodologie di gioco che per la presenza di elementi di aleatorietà tipici di tali giochi, grazie alla connivenza dei proprietari/esercenti.

Una accusa pesante e una vera e propria denuncia nei confronti di comportamenti che potremmo definire con un eufemismo quanto meno poco ‘ortodossi’.

Qualche settimana dopo, nel luglio 2022, il regolatore pubblicava la Determinazione direttoriale del 5 luglio 2022 (PROT: RU 314538  prevedendo un’esenzione dalla disciplina restrittiva per una lista di apparecchi aggiornata annualmente (elenco AMEE). Rientrano al momento nell’elenco apparecchi come i biliardini, i flipper, i tavoli da ping-pong, i dondolanti per bambini, i juke box, le freccette, il basket, il calciometro o pugnometro, gli apparecchi minibowling e similari, che divengono pertanto, a tutti gli effetti, apparecchi a libera installazione negli esercizi aperti al pubblico, senza necessità di alcuna autorizzazione o certificazione.

Restano però ancora molti dubbi e questioni irrisolte: sui giochi gratuiti, ad esempio, ADM vorrebbe si pagasse la nota tassa ISI su un imponibile forfettario che non viene prodotto. Vedremo se l’Agenzia delle Entrate e la Commissione Fiscalità a Bruxelles, che ha aperto una prima fase di indagine, potranno fare chiarezza visto anche che il Ministero dell’Economia e delle finanze non ha ancora aggiornato il Decreto atteso sui nuovi imponibili. Qualcuno non esclude che la disposizione possa contrastare con le direttive europee e con numerose Sentenze della Corte di giustizia , articolo 49 TFUE.

Lo Stato italiano era già stato sanzionato dalla Commissione Europea nell’ambito della procedura di infrazione 2005/5055 avviata a seguito di denunce secondo cui il quadro normativo italiano e la sua applicazione da parte delle autorità competenti creavano ostacoli all’importazione in Italia di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento che non distribuiscono premi in denaro.  Vedremo se la variazione della norma e la successiva Determina del 5 luglio questa volta ci metterà in salva da una nuova infrazione.

Con lo spostamento del termine ultime per la certificazione per gli apparecchi che distribuiscono tickets non ci resta che attendere le nuove disposizioni. Nessuna nuova, al momento, anche sulla questione eSport, che si vorrebbe assoggettare alle certificazioni degli enti come videogiochi comma 7 /c del noto 110 TULPS.

Per risolvere definitivamente la questione nell’ ultima riunione fra ADM e i rappresentanti del comparto si era palesata l’idea di cambiare l’art.38 della 388/2000, per escludere dalle certificazioni gli apparecchi senza vincita in denaro da tale norma, una iniziativa lodevole ma difficilmente percorribile in tempi relativamente brevi.

Due sono, in definitiva, le strade su cui si sta muovendo la questione apparecchi da intrattenimento: una improntata sul dialogo con il regolatore, l’altra sulle sollecitazioni a Bruxelles perché intervenga. Per i promotori di quest’ultima linea di azione sicuramente più efficace dell’altra, come a dire che lo spauracchio di una procedura comunitaria è valsa più di tante riunioni fra ADM, Enti di certificazione e tavoli tecnici interassociativi.

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