La foto è un vecchio ricordo che ripubblichiamo in occasione della edizione 2023 della fiera EAG Expo, una manifestazione che nasce come spin off di ATEI, la fiera globale per l’Amusement, successivamente inglobata da Clarion in ICE, fiera dedicata inizialmente al settore dei casinò e dei giochi a vincita che si è evoluta in ICE London, manifestazione che si terrà nei primi giorni del prossimo mese di febbraio.

Uso questa foto come spunto per una riflessione, per cercare nuovamente oggi le risposte a quelle domande che già circolavano quella sera del 2004 tra i giornalisti del settore.

Nella serata OFF THE RECORD, che riuniva i giornalisti delle più importanti testate mondiali per il gioco, ci si interrogava sul futuro del settore minacciato dalla tecnologia delle connessioni di rete. Gli italiani erano ottimisti, da noi si stava affermando il sistema concessorio per le Newslot, si sperava in un lavoro stabile, regolamentato; la rete ci sembrava una garanzia per il futuro e non una minaccia.

Facevamo affidamento sul genio italiano nel creare soluzioni di gioco, nel dinamismo che il mercato allora mostrava e sulla forza di migliaia di operatori.

Oggi non è più così, la rete che pensavamo portasse opportunità per tutti ha favorito, invece, la concentrazione del business nelle mani di pochi operatori, il mercato a livello globale si è trasformato in un oligopolio dove gli operatori preferiscono concentrarsi sull’offerta diretta al consumatore, le transazioni tra operatori sono condizionate dalle grandi organizzazioni e tendono a diminuire costantemente.

Il nostro errore è stato quello di ragionare in un ottica parziale, pensare all’evoluzione esclusiva del settore sorvolando su quello che la rete poteva significare per la società nel suo complesso. La letteratura oggi ci spiega il fenomeno: è cambiato il modo di vivere e di fruire i servizi, lo spazio e il tempo sono mutati rispetto alla definizione tradizionale, oggi tutto si svolge contemporaneamente in presenza e online, qui adesso e in tutto il mondo in un tempo indefinito, una commistione di interventi e azioni che non sono limitati da spazio e tempo appunto.

Allora ci si chiedeva che fine potevano fare i nostri apparecchi automatici, oggi sappiamo con certezza che sono superati proprio perché non si sono adeguati ai cambiamenti che ha portato la rete. Pensare oggi di tornare indietro è folle, quello che manca è un progetto per il futuro.

L’apparecchio non connesso

Il cambiamento della abitudini sociali avviene lentamente, la pandemia ha favorito la migrazione dei giocatori online ma ancora esiste un mercato marginale per gli amanti del gioco in presenza. Gli apparecchi dell’elenco AMEE, come i biliardini, i flipper, i tavoli da ping-pong, i dondolanti per bambini, i juke box, le freccette, il basket, il calciometro o pugnometro, gli apparecchi minibowling e similari, che sono da poco diventati apparecchi a libera installazione negli esercizi aperti al pubblico, sono prodotti pensati e nati per la generazione boomer, oggi molti di loro sono dei nonni e se l’operatore vuole catturare l’attenzione dei giovani (generazione Y e generazione Z) deve necessariamente implementare servizi accessori che aggiungano modernità a questa offerta di gioco.

Quello che non è stato fatto finora in modo strutturato potrebbe donare nuova vita a questi giochi: immagino piattaforme Internet o social con classifiche e chat di confronto dove fornire comunicazioni di tornei e campionati. Un modo per superare i limiti del luogo fisico di installazione del gioco e coinvolgere un pubblico più vasto di quello che frequenta il bar o la sala giochi in cui l’apparecchio è installato.

Gift e premi

Organizzare tornei e campionati equivale a stabilire un metodo per il riconoscimento di un premio per i vincitori. Questo, almeno in Italia, si scontra con una legislazione prolissa e confusa che teme il diffondersi del gioco d’azzardo con giochi da divertimento che vengono condannati come irregolari. Le attuali battaglie associative per le regole di produzione e distribuzione degli apparecchi di puro intrattenimento sono incentrati su questo tema: è richiesto il codice sorgente dei giochi, sono previste regole ferree su contenuti di gioco e per le modalità di riconoscimento del premio. Ma sono tutte battaglie di retroguardia, sia per il legislatore/regolatore che per gli operatori.

Per l’Amusement servono nuove idee, nuove offerte di gioco. La gift oggi non attira più i giovani, non per il modesto valore ma per la sua essenza: i ragazzi apprezzano di più gli oggetti virtuali, non importa il loro valore economico è importante invece il significato che assumono nelle comunità virtuali, il valore è commisurato con l’apprezzamento dell’oggetto in rete, sui nuovi social (nemmeno più su facebook, diventato oggi un “covo di boomer”).

Il videogioco

Ricordate Daytona, Space Invaders e Breakout. Dimenticateli se è il modello di business che volete seguire nella vostra offerta di gioco. I giovani frequentano le sale LAN, giocano commentando real time le loro performance ludiche con altri giocatori connessi in rete. Ci sono migliaia di tutorial su Youtube in cui ragazzi spiegano ad altri ragazzi come superare le difficoltà che presenta un determinato titolo di gioco, si sono affermati giocatori professionisti che partecipano a competizioni elettroniche nazionali e internazionali. Può ancora avere un senso installare un simulatore di guida in una sala o in un bar?

Non ci prendiamo in giro, non è una questione di omologazione, certificazione e nulla osta. Siamo difronte ad una crisi di idee, all’anacronismo di una offerta che, ribadisco, è stata pensata per i boomer.

Il terminale

Fatta eccezione per alcuni degli apparecchi dell’elenco AMEE, oggi il terminale dedicato per l’accesso al gioco non serve più. I giovani preferiscono accedere con smartphone e altri device commerciali, semmai servono periferiche specifiche per determinati giochi. I contenuti devono essere distribuiti da piattaforme online, la sfida è quella di ricostruire le comunità locali di giocatori.

Ci sono ancora esercizi fisici che mantengono una clientela di giovani, dove ragazzi e ragazze si incontrano puntualmente nei loro momenti di divertimento e svago ma in queste location gli apparecchi da intrattenimento non ci sono più.

La sfida per il futuro è appunto quella di trovare il modo per riportare i contenuti dell’Automatico (che non potrà mai più essere Coin-op, perché le transazioni economiche non potranno più avvenire con pagamenti cash) tra i giovani, sui loro cellulari tramite i sistemi offerti dalla rete in uno spazio ibrido ma con soluzioni dedicate alle singole location come punto di accesso ad una comunità globale o anche solo nazionale di giocatori.

Per fare questo non servono leggi e regole tecniche, serve tornare a fare impresa e innovazione. (m.b)

Articolo precedenteEspoGame: il mondo degli Esports, del Gaming e del Web3 al Rimini Amusement Show
Articolo successivoScommesse calcio, Serie A: Juventus in salita al Maradona, Napoli avanti a 1,95 su Planetwin365