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(Jamma) – “Il fenomeno mondiale degli eSports – Futuri impatti sul mercato italiano”. E’ questo il titolo del convegno tenutosi venerdì mattina presso l’Università degli Studi di Salerno.

Dopo i saluti iniziali ha preso parola la Professoressa Ornella De Rosa, che ha spiegato: “L’informatizzazione del gioco per i giovani è una cosa normale, non lo è per chi ha qualche anno in più e che ricorda il gioco del Lotto come una attività settimanale, scandita dalla estrazione del sabato, con il bambino bendato e i numeri sorteggiati. Quello che oggi viviamo, per la mia generazione, è paradossale. La società neotecnica è caratterizzata dall’uso quotidiano delle nostre tecnologie, come osserva Karl Marx che scrisse il Manifesto degli Operai, il gioco veniva etichettato come cosa negativa. In Italia il gioco è dato in concessione a operatori privati, con una diversa concezione della gestione dell’attività di gioco si registra una accelerazione dell’evento, e oggi l’estrazione è frequente e ripetuta. Il tutto grazie alle tecnologie, e i giovani, nolenti o volenti, ne sono i protagonisti. Uno dei problemi ‘collaterali’ è quello dell’eccesso di offerta, spesso identificata nell’eccesso di presenza delle slot, e quindi negli eccessi in termini di spesa. A mio avviso non esiste un giocatore patologico, semmai una persona che dipende da ciò che investe.

In fondo ognuno di noi scommette, anche su se stesso. Lo facciamo ogni giorno, puntando sul nostro futuro. La cosa importante è capire cosa si fa giocando, senza perdere la bussola. Farlo in modo legale. E’ inutile cercare vie di fuga, anche nel gioco, coltivare false speranze. Non è il giocatore ad essere patologico, ma il modo di ricercare il piacere. E’ nell’indole di ogni essere animale il giocare, il richiuderlo in ambito ristretto e personale, ti aiuta a saper vivere. Specialmente a Napoli”.

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