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(Jamma) – In relazione alla notizia diffusa da un operatore di gioco circa il rinvio alla Corte di Giustizia CE da parte del CDS delle norme sull’affidamento del servizio automatizzato del gioco del Lotto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli osserva quanto segue.

“1. La vertenza non riguarda e non può riguardare il servizio in concessione del gioco del Lotto. Questo gioco non è inoltre prerogativa di un unico operatore, come anche si è sostenuto, poiché, in realtà, viene esercitato direttamente dallo Stato: il margine derivante dal gioco rappresenta una entrata erariale che affluisce direttamente al bilancio dello Stato; la Raccolta è affidata a circa 33 mila punti vendita concessionari dello Stato, che per legge possono essere costituiti esclusivamente da rivenditori di generi di monopolio.

2. La Gara di cui si discute ha avuto ad oggetto soltanto il servizio automatizzato del Lotto, vale a dire il servizio di collegamento informatizzato dei concessionari della raccolta al fine,
tra l’altro, della rendicontazione delle giocate e del pagamento delle vincite.

3. Il Consiglio di Stato non ha espresso alcun giudizio né in ordine alla legittimità del modello mono-providing della concessione del servizio automatizzato, né in ordine ai requisiti
qualificanti o all’importo della base d’asta. Ha semplicemente ritenuto che le questioni comunitarie formulate dalla parte appellante siano suscettibili di rinvio alla Corte di Giustizia UE.

4. Lo svolgimento del Gioco del Lotto al di fuori della rete dei ricevitori autorizzati costituisce un reato, una violazione delle norme fiscali sulla ritenuta alla fonte e una violazione delle norme contabili sulla resa del conto, di competenza della Corte dei Conti.

5. Offrire scommesse sull’uscita dei numeri del Lotto equivale a raccogliere gioco in modo parallelo e illegale, evadendo le imposte dovute e le norme sulla rendicontazione contabile. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli seguirà la vicenda presso la Corte di Giustizia, convinta che riuscirà a dimostrare l’assoluta legittimità della norma che il Consiglio di Stato ha inteso sottoporre all’analisi del giudice comunitario”.

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