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(Jamma) La Cassazione respinge il ricorso contro la sentenza della Corte di Appello di Genova che ha confermato la condanna per truffa e gioco d’azzardo illegale nei confronti di un esercente che ha commercializzato biglietti di un ‘falso’ concorso grattaevinci.Per i giudici viene ribadito “il principio secondo cui in tema di giuoco e scommesse, è configurabile il reato previsto dall’art. 4, comma primo, L. 13 dicembre 1989 n. 401 (esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa), nel caso di lotteria ad estrazione istantanea non autorizzata dall’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato, confinando l’illecito
amministrativo previsto dall’art. 113 bis R.D.L. 19 ottobre 1938, n. ai giochi di sorte di scarsa rilevanza economica, quali lotterie, tombole, riffe, pesche o banchi di beneficenza, gestiti al di fuori dei casi consentiti, potendosi aggiungere, sul punto, che l’entità dei premi in denaro promessi ai vincitori, congruamente sottolineata nelle sentenze di merito, esclude all’evidenza la marginalità economica della lotteria gestita dalla ricorrente”.

Nel corso del controllo era stato accertato che l’esercente “aveva esercitato una lotteria istantanea vendendo biglietti del tipo “gratta e vinci”, senza autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato; e aveva ingannato numerosi clienti camuffando la lotteria come concorso a premi, eludendo l’obbligo di corrispondere
all’Amministrazione di settore i diritti economici alla stessa spettanti sulle lotterie.
3. Alla stregua della ricostruzione dei fatti posta a fondamento del giudizio di condanna, i biglietti gratta e vinci, privi del simbolo dell’amministrazione dei Monopoli, erano stati posti in vendita senza il necessario abbinamento a cartoline illustrate o a ricariche telefoniche,
nemmeno presenti nell’esercizio al momento dell’accertamento di polizia; molti riportavano una data di scadenza già trascorsa e tutti indicavano fantomatiche vincite in euro. All’interno dell’esercizio della ricorrente era stato peraltro affisso un cartello che pubblicizzava una precedente vincita di mille euro; la ben più limitata combinazione dei biglietti con cartoline illustrate o ricariche telefoniche era oggetto di una dicitura stampigliata a piccole lettere.

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