esports
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Il giurista ha un problema rispetto a questo tema. Di fatto gli eSports non esistono, ci troviamo di fronte a un fenomeno che si evolve in modo al momento incomprensibile e imprevedibile. E questo è un problema per il legislatore e per chi si occupa di questi temi, quando la legge è fatta, è spesso già ‘datata’ con una conseguente continua rincorsa da parte del diritto all’evoluzione”.

E’ quanto dichiarato da Salvatore Vigliar (Università degli Studi di Salerno) intervenendo al convegno “Il fenomeno mondiale degli eSports – Futuri impatti sul mercato italiano”.

“Entrare in questo settore, quello del gioco online, anche per la Commissione Eu, è difficile e delicatissimo, per questo Bruxelles lascia agli Stati Membri di fissare le proprie regole. La priorità è tutelare i giocatori, contrastare la criminalità e garantire le entrate fiscali. Un problema di molti giochi offerti online e gratuiti è quello della gratuità, in diritto la gratuità non esiste, il contratto prevede una contropartita, con Facebook è il dato personale. I dati personali hanno un valore, sono il trasferimento, lo studio e il trattamento dei nostri dati. Spesso non sono conservati ma trattati e ceduti. L’altra questione è la maggiore età, l’acquisto delle ‘vite’ e quindi le transazione online da parte di minori. Ci sono problemi di identificazione dell’utente. La legge il diritto può disciplinare questioni generali, ma non può proteggere l’utente da se stesso. Compiamo delle azioni, e in realtà non c’è una norma che può proteggerci in modo totale, c’è un problema di competenza, di conoscenza del mezzo. Il diritto anche sul gioco, sulle scommesse, può poco, può intervenire in via rimediale. La conoscenza delle funzionalità, delle conseguenze di utilizzazione dei nostri dati, può essere una modo per evitare patologie e eccessi” ha concluso Vigliar.

Commenta su Facebook