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(Jamma) – “Quando si parla di gioco bisogna essere più chiari. Perchè in Italia quando si dice giocare emerge un problema sociale. Il gioco spesso viene identificato con il tema dell’azzardo. In realtà il gioco fa parte dell’essere umano, anche il gioco nella vita di una persona fa parte di uno degli atti naturali. A livello accademico il termine giocare è stato ‘suddiviso’, Caillois parla di azzardo e agon, agonismo, comptezione. Alla base di ogni gioco c’è il concetto di revenue”.

E’ quanto dichiarato da Carlo Cuomo (Istituto Universitario Digitale di Animazione e Videogiochi) intervenendo al convegno “Il fenomeno mondiale degli eSports – Futuri impatti sul mercato italiano”.

“Quando si parla di eSports bisogna valutare più questioni, che attengono anche al gioco d’azzardo. C’è un problema a livello normativo perchè tanto la gestione degli apparecchi a vincita che quelli senza vincita in denaro fanno parte della stessa norma e stesso codice di attività. Il lavoro in un videogioco spesso non è identificato come professione e non c’è un codice di attività specifico. C è una grossa carenza normativa, anche sulle pratiche di competizione videoludica. Di eSports si parla molto, ma non esiste una vera preparazione. Non esistono input formativi che spieghino al gestore di un esercizio pubblico cosa deve fare per aprire una sala giochi ‘lan’, dove di svolgono attività videoludiche, sono addirittura borderline. Il videogioco è un settore economico che ha superato il cinema.

Il business degli eSports è stimato in 700 milioni di dollari. Legue of Legend ha avuto in streeming 43 milioni di persone che hanno assistito alla finale del torneo. Si stanno creando nuove professioni, come quella del pro-player. Prossimamente Sky avrà un canale dedicato ai tornei di Fifa. Paradossalmnte un fenomeno sociale molto diffuso tra le nuove generazioni e che viene fruito all’interno delle abitazioni, non dispone di una normativa specifica che tuteli i giocatori, che spesso operano all’interno di associazioni. Se c’è un fenomeno così grande, è ovvio che susciti l’interesse degli operatori, concessionari del gioco pubblico, ma non si può non tutelare adeguamente il videogiocatore” ha concluso Cuomo.

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